Viaggio a Mosca, Salvini: "Quando ci saranno condizioni, non ora"

(Adnkronos) - Partirà per Mosca o no? "Quando ci saranno le condizioni, non adesso", risponde ai microfoni del Tg3 il leader della Lega, Matteo Salvini. Il 21 e 22 giugno, in occasione delle comunicazioni del premier Mario Draghi sul conflitto in Ucraina, "noi chiederemo che l'Italia sia protagonista insieme all'Europa di un processo di pace. In questo momento penso che mandare altre armi significhi allungare la guerra e, quindi, lavoreremo perché l'Italia sia ponte".

"La pace adesso è un'urgenza e un'emergenza, da subito anche la Lega ha approvato ogni tipo di aiuti all'Ucraina aggredita, ma dopo 4 mesi di guerra e dopo 50mila morti l'arma più forte è la diplomazia".

REFERENDUM 12 GIUGNO - Non bastava la riforma Cartabia sulla giustizia? "No perché ad esempio la separazione delle carriere è qualcosa che gli italiani aspettano da trent'anni. Sui referendum c'è una censura senza precedenti nella storia repubblicana e dopo trent'anni di attesa sono i cittadini che in tutta Italia domenica possono decidere di cambiare la giustizia togliendo la politica, le correnti e le raccomandazioni dai tribunali".

CENTRODESTRA - Nel centrodestra vale ancora la regola per cui chi arriva primo deciderà il nome del premier, in caso di vittoria alle elezioni? "Certo, così è in democrazia. Noi governiamo insieme la maggioranza delle regioni italiane, ci presentiamo insieme in tantissimi comuni al voto di domenica. L'Italia merita un governo di centrodestra che abbia nel taglio delle tasse, nella pace fiscale e nel merito le sue priorità", dice il leader della Lega.

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