Vicario apostolico di Anatolia: aiuti Caritas a zone terremotate

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Città del Vaticano, 29 gen. (askanews) - Caritas Turchia e la Caritas diocesana di Anatolia si sono attivate immediatamente per inviare aiuti alle zone orientali del paese colpite dal terremoto, e anche Caritas Italia ha deciso di mandare il suo contributo sperando di raggiungere quanti più sfollati possibile.

"Abbiamo subito mandato una persona di Caritas Anatolia a vedere la situazione soprattutto nei villaggi che in questi casi sono quelli dove arrivano meno aiuti, per per ovvi motivi", afferma a Vatican News monsignor Paolo Bizzeti, vicario apostolico dell'Anatolia e presidente di Caritas Turchia. "Abbiamo visto che ci sono parecchi villaggi quasi rasi al suolo, con parecchie case distrutte e quindi stiamo vedendo in questa fase di capire cosa possiamo fare in accordo con le forze governative che finora si sono mosse molto bene, con grande abbondanza di mezzi, per cui direi che la situazione è grave e difficile, soprattutto perché si tratta di cittadine situate ad oltre 1000 metri di altezza e inoltre c'è il freddo polare dell'inverno che rende tutte le operazioni più complesse. Però ripeto il governo turco si è mosso con grande tempestività. Dal punto di vista delle vittime possiamo dire che ancora non sono finiti gli scavi però parliamo di oltre 1600 feriti e oltre 40 morti".

"Stiamo collaborando con Caritas Italiana e stiamo cercando di elaborare un progetto per portare i primi indispensabili aiuti alla popolazione. Servono soprattutto vestiti, coperte, cibo e acqua e attrezzature per riscaldarsi. E' importante elaborare un progetto perché in alcune zone non c'è necessità, in altre zone stiamo cercando di capire di cosa esattamente c'è bisogno proprio per non sommergere la popolazione di cose inutili e non muoverci in modo scomposto o sovrapposto ad altri".