A Vicenza Kandinskij, Goncharova, Chagall in mostra con le icone

Vicenza, 4 ott. (askanews) - Uno sguardo inconsueto alla scoperta dell'arte russa. Per celebrare i vent'anni delle Gallerie d'Italia - Palazzo Leoni Montanari a Vicenza ha aperto al pubblico "Kandinskij, Goncharova, Chagall. Sacro e bellezza nell'arte russa". La mostra punta a valorizzare la straordinaria collezione di antiche icone russe della Banca Intesa Sanpaolo come spiega Giuseppe Barbieri uno dei curatori della mostra.

"Vent'anni fa Palazzo Leoni Montanari diventava museo, la prima sede museale di Intesa Sanpaolo e presentava al mondo la più importante raccolta di icone antico russe in occidente. Questa mostra nasce vent'anni dopo e nasce per valorizzare mettendola a contattato con una stagione dell'arte russa tra l'ultimo decennio dell'Ottocento fino ai primi decenni del Novecento in cui l'icona non viene più vista come un oggetto liturgico ma come un segno formale di fondamentale importanza, tale da riscrivere l'arte russa di quel periodo. Gli artisti russi capiscono che l'icona è una rappresentazione dell'invisibile così come le avanguardie di quel momento cercano di rappresentare l'invisibile, ad esempio Kandinskij ha dato il via all'astrattismo".

Il tratto dominante dell'icona è il suo antinaturalismo e questa mostra documenta come l'arte moderna russa abbia attinto linfa vitale dalla spiritualità degli antichi modelli iconografici, agginge Silvia Burini altra curatrice. Sarà proprio l'avanguardia a riscoprire le icone all'inizio del 900 e a considerarle una matrice nazionale di arte antica a cui ispirarsi".

"L'icona è portatrice di questa bellezza profonda che l'occidente può comprendere solo in parte perchè non è un concetto razionale. L'idea ambiziosa è di mostrare al pubblico italiano come la tradizione delle icone russe, una tradizione iconografica ben più della nascita della pittura profana russa anche solo del settecento è sempre presente nella coscienza visuale degli artisti e questo legame è un legame imprescindibile".

Accanto alle icone, 45 opere, molte delle quali mai viste in Italia. Questa mostra è parte del grande progetto di valorizzazione delle collezioni d'arte di proprietà, Giovanni Bazoli, Presidente emerito di Intesa Sanpaolo, ne spiega il valore.

"Oggi come è ricorrente nella storia ci sono molte difficoltà politiche ed economiche di ogni tipo, per quanto riguarda i rapporti tra la Russia e l'Europa. Io ritengo che per superare queste difficoltà, la strada da seguire è quella della cultura, di una civiltà individuale che non può fare a meno dell'anima russa".

La mostra resta aperta al pubblico fino al 26 gennaio 2020.