"A 'Vicenza in Lirica' coltiviamo giovani star del domani'"

(Adnkronos) - "Qualità, professionalità, serietà". Non usa giri di parole Andrea Castello per descrivere 'Vicenza in Lirica', il festival che dirige da 10 anni, in programma fino al 10 settembre al Teatro Olimpico. Un anniversario all'insegna della grande arte, con un programma ricco di appuntamenti. Dopo l'anteprima di giugno, la kermesse ha preso il via sabato scorso con la 'Messa in do minore, K427' composta da Mozart tra il 1782 e il 1783 in una nuova performing version a cura del direttore Luca Guglielmi. Interpreti: Nina Solodovnikova, Paola Leoci, Giuseppe Di Giacinto e Giacomo Nanni mentre l’8 e il 10 settembre andrà in scena un altro capolavoro del genio mozartiano, 'Don Giovanni'. "Mozart è un compositore molto utile ai giovani artisti che devono debuttare - spiega Castello all'Adnkronos -. Naturalmente ci vuole una buona tecnica, molto studio, una voce adeguata al repertorio. Mozart per noi è una parentesi dal barocco 'puro' e come tutte le parentesi si aprono, si chiudono e….si possono riaprire".

Castello ricorda il percorso di 'Vicenza in Lirica' e di questi dieci anni, spesi con l'obiettivo di accrescere costantemente la qualità artistica del festival: "Il bilancio sicuramente è positivo - ammette - nonostante i due anni di Covid, che comunque non ci hanno fermato sebbene con un pubblico molto ridotto. Abbiamo avuto grandi nomi della lirica ritornati a Vicenza dopo anni di assenza, giovani artisti che hanno debuttato, un pubblico da tutta Italia e anche dall’estero…direi un successo che mi motiva a lavorare ancora di più".

A parlare, del resto, sono i numeri, con un bilancio positivo, soprattutto per quanto riguarda i nuovi talenti: "Abbiamo fatto debuttare circa 150 giovani artisti al Teatro Olimpico, molti dei quali stanno cantando nei più grandi teatri d’Europa o sono inseriti nelle Accademie del Teatro alla Scala, del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino e Teatro Carlo Felice di Napoli - ricorda Castello -. Un risultato importante che conferma la nostra volontà di voler aiutare concretamente le giovani stelle del domani, dando loro una possibilità di confrontarsi direttamente con la realtà del palcoscenico e mettere in luce le proprie qualità".

Sono i giovani artisti a fare da fil rouge nel cartellone quest’anno: "Inseriamo costantemente il repertorio barocco, che era il cardine del cartellone di giugno e con l’inizio ufficiale del festival ci spostiamo leggermente in un neo-classicismo con Mozart - sottolinea Castello - Filo conduttore sono i giovani artisti, soprattutto direi un repertorio adatto a loro, che non li metta in difficoltà o, comunque, che non causi danni irreversibili alla loro salute e freschezza vocale. Il giovane artista deve essere molto cauto nella scelta del repertorio, è una cosa che noi riteniamo fondamentale".

Il titolo dell'edizione? 'La musica che unisce'. "La Musica unisce i giovani artisti ai grandi nomi della lirica, capaci di 'accompagnarli' al debutto - osserva Castello -. La musica unisce i giovani artisti al pubblico, creando il teatro dal vivo che in questi due anni hanno tentato di sostituire con lo streaming ma, per fortuna, fallendo… La musica unisce vari Paesi in palcoscenico, la musica unisce il teatro alla città e viceversa. Abbiamo bisogno di condividere, il distacco sociale diseduca. Il teatro dal vivo è invece condivisione ed esperienza di vita".