Vicequestore No Green Pass lascia sindacato

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"Liberamente e autonomamente, quale dirigente sindacale, la Schilirò ci ha formalizzato oggi stesso (ieri, ndr) la propria disdetta e noi ne prendiamo atto: avevamo riscontrato comunità d’intenti riguardo alla libertà vaccinale e conseguentemente alla critica dell’obbligatorietà del green pass, ma evidentemente questi fattori comuni non hanno compensato le significative differenze. Per cui le strade appena avvicinate si divaricano e noi auguriamo ogni bene a chi ha posizioni incompatibili con la nostra linea". Si conclude così, con una lettera firmata dal segretario nazionale Sergio Scalzo e inviata agli oltre 2mila iscritti, l'avventura sindacale del vicequestore Nunzia Schilirò al Cosap.

Appena quindici giorni fa il vicequestore della Polizia di Stato Nunzia Alessandra Schilirò bussava alle porte del sindacato nato da appena un anno e promotore della libertà vaccinale contro il green pass, per chiedere un riparo dopo l'ondata di critiche per il discorso sul palco no-vax di San Giovanni. Non è stata sufficiente l'immunità sperata, in qualità di dirigente sindacale, e ieri, come non fosse già bastata la reprimenda della Questura, sono arrivati i primi dissapori interni al sindacato, scoppiati dopo le frasi espresse sui social dalla poliziotta per punire i colleghi "violenti". Di lì non più la pioggia di contestazioni, ma un vero e proprio fiume in piena che ha travolto la Schilirò con la sospensione in via cautelativa dal servizio e dalle funzioni e il benservito dai vertici della sigla sindacale.

"Sono dispiaciuto di alcune sue esternazioni che non sono in linea con la segreteria nazionale" dice all'Adnkronos il numero uno del Cosap, Sergio Scalzo. Che ieri, mentre il temporale si abbatteva sulla neopromossa dirigente sindacale, ribadiva agli iscritti nella stessa lettera di aver "appreso con sommo stupore di discutibili e personali esternazioni da parte di un proprio dirigente nazionale, pubblicate sui social, in relazione ai fatti accaduti nella manifestazione di Roma del 9 ottobre scorso. La violenza la praticano altri - scriveva ancora - i facinorosi, i provocatori, i criminali e tutti coloro che vogliono coartare le altrui libertà e devastare i beni pubblici e privati. Questo non vuol dire che sia esente da errori o responsabilità, ma una cosa è la regola e ben altra cosa è l’eccezione. Ogni nostro dirigente sindacale ha piena libertà di pensiero, anche diverso dalla linea del sindacato - rimarca Scalzo - ma nessuno può pensare di sconfessare l’alto valore dei poliziotti italiani". Di qui l'inevitabile "intoppo" che ha portato a dividere le strade di Cosap e neo dirigente.

(di Silvia Mancinelli)

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