Vicini assassini, quali sono le regioni con più litigi in condominio

Sono 2 milioni e 200mila le cause pendenti in tribunale legate a liti condominiali (Getty)

Alle volte è il troppo rumore. Oppure il cane che abbia. In altri casi è l’odore che esce dalla cucina per preparare la cena. In Italia le liti condominiali, spesso, finiscono un tragedia. Discussioni rabbiose con i dirimpettai al termine delle quali, purtroppo, ci scappa anche il morto.

Il vicino assassino

L’ultimo caso riguarda Filomena Cataldi, 44 anni, uccisa dal vicino di casa, un cinese di 36 anni, nel piccolo centro di San Paolo in Torrile, in provincia di Parma. Un paio di giorni prima, si è registrato un altro omicidio a Palermo, nel quartiere marinaro di Sferracavallo, dove il 60enne Paolo Billitteri ha sparato al vicino, il 43enne Cosimo D’Aleo, uccidendolo. La colpa? Il barbecue faceva troppo fumo.

Motivi futili

I motivi che scatenano le liti e gli omicidi sono legati a rapporti di cattivo vicinato. Un’anziana di Chiaravalle (Ancona), è stata uccisa dal vicino affetto da ludopatia, che ha colto l’occasione per derubarla e consegnare la refurtiva a un Compro Oro. Senza dimenticare il fatto di cronaca dello scorso gennaio, a Crotone, dove il 18enne Giuseppe Parretta ha perso la vita dopo 5 colpi di pistola esplosi per mano del 57enne Salvatore Gerace, per futili discussioni di condominio.

Le regioni più litigiose

Sono 2 milioni e 200mila le cause pendenti in tribunale legate a liti condominiali. Spulciando i dati del Codacons di febbraio 2018, emerge che nel Lazio e in Campania sono 190mila le cause pendenti scatenate da rapporti di cattivo vicinato. Si attestano a 160mila quelle in Veneto e Sicilia, in Emilia-Romagna si fermano a 140mila casi. Le cause principali riguardano il poco rispetto della parti comuni, seguite dagli schiamazzi e rumori molesti e dalla televisione a volume troppo alto. Chiudono la classifica dei motivi che causano litigate tra vicini gli odori molesti e i problemi legati agli animali domestici.

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