Victor, una stella di 2 metri e 18 che fa sognare il basket francese (e l'Nba)

vincenzo martucci

Italia-Francia agli Europei under 16 di Udine è anche Italia-Victor Wembanyama, il 15enne prodigio di 2,18, probabile MVP della rassegna giovanile e prossima stella dell'Nba. L'Albatros di Nanterre, di chiare origini keniote, con la sua apertura alare 2 metri e 31 centimetri è una piovra che copre il parquet in alto e in largo in modo impressionante, al di là dei 12 punti e 21 rimbalzi con cui ha deciso i quarti contro la Croazia.

Al di là della personalità che sfodera, della presenza anche come passatore, come sponda per ogni attacco, per la sensazione che dà di una continua evoluzione. Fisica come tecnica come tattica. Progressi che hanno convinto il selezionatore nazionale, Bernard Faure, a rimuovere i propri dubbi sul suo astro: “Resta molto infantile, tenta sempre delle cose solo per il gusto di provarle, non perché sino efficaci. Deve proseguire nel fondamentale processo logico di cambiamento”.

Un processo nel quale il ragazzo è impegnato al 100% dopo aver conquistato tutti negli ultimi cinque anni a Nanterre, dopo gli inizi a l'Entente de Chesnay-Versailles di cinque anni fa. Dopo una preparazione specifica, durissima, e la ferrea dieta imposta da mamma, che l'hanno promosso fra gli under 18 nel percorso che, fra due anni, prevede la scommessa Nba. “Devo concentrarmi sul mio gioco e su nient'altro, lo so, ci provo, mi impegno soprattutto su questo”, dice, un po' impressionato dalle tante etichette che l'accompagnano.


Con la sua fattiva collaborazione e i risultati sempre più eclatanti. Dal mondiale minibasker di Bourbourg 2015 (quando misurava ancora 1,91) al titolo nazionale con gli Hauts-de-Sein 2017 e poi con gli under 15, all'invito del Barcellona per la MiniCopa del Rey. Con la spinta dei geni di famiglia: la sorella, Eve (campionessa europea 2017 under 16). Con la tanta volontà che ci mette, sempre, per migliorare negli spostamenti nell'equilibrio, nel palleggio come nel tiro. Anche se sconta ancora nei contrasti, nel peso specifico, nella leggerezza di ossa leggere e di muscolatura da costruire. Con grandi margini di progresso nella coordinazione e nella, velocità di piedi. 

Victor, che è nato il 4 gennaio 2004, un giocatore moderno, capace di prendere il rimbalzo, impostare direttamente l'azione, palleggiando lui stesso, e poi finalizzare con un ottimo tiro. Tanto da meritarsi il nomignolo di “French Freak”, sulla falsariga del “Greek Freak”, il già affermato Giannis Antetokounmpo dei Bucks, il secondo miglior marcatore Nba, cui è stato affiancato. Tanto che la tv americana ESPN ha già parlato tanto i lui e ha rivelato che il famoso scouter Mike Schmitz è da tempo sulle sue tracce.

Lui, così giovane, ha già le idee chiarissime: “Prospetto? Che cosa vuol dire che sono un prospetto? Non basta dire che ho delle possibilità e magari un futuro importante solo perché sono molto alto. La gente parla e scrive, ma  io devo ancora dimostrare tutto. Non ho giocato sempre a basket in un club, ma a casa ho sempre avuto un pallone con cui giocare”.