Brexit: la grande Finanza trasloca da Londra, battaglia tra Parigi e Francoforte

Euronews

“Stanco della nebbia, prova le rane!” La nuova campagna pubblicitaria del centro finanziaro de La Défense di Parigi strappa un sorriso, ma in realtà nasconde la battaglia senza esclusione di colpi tra le capitali finanziare europee per attirare le multinazionali che hanno intenzione di lasciare Londra, “isolata” dalla Brexit. Una battaglia fatta anche di spot e campagne pubblicitarie rivolte alla grande finanza.

TERRITOIRE – De la City à Paris La Défense, il n’y a qu’un saut ! Bienvenue à Paris La Défense ! Plus d’infos sur https://t.co/L5QoJN8E8r pic.twitter.com/Ty3kmNEKVN— Paris La Défense (@ParisLaDefense) October 17, 2016

L’addio all’Unione europea può costare caro al Regno Unito per tante ragioni, non ultima la possibile diaspora di multinazionali e Autorità comunitarie che hanno sede a Londra e dintorni, alle quali sono ben disposti a fare ponti d’oro i governi degli altri Paesi, Italia, Germania e Francia in testa.

DALLE PAROLE AI FATTI

Le grandi banche non bluffavano prima del voto di giugno e tanti istituti di credito stanno predisponendo piani di trasloco. L’ultima in ordine di tempo è la russa Vtb che ha deciso di trasferire da Londra al continente europeo “una parte importante delle sue divisioni”. Ancora incerta la città di approdo. Secondo la Sueddeutsche sono in gioco “Francoforte, Parigi o Vienna”. Una decina fra banche svizzere e americane hanno avviato una ricerca seria a Francoforte.

#IMMO – La Défense enregistre la plus forte progression des volumes commercialisés de bureaux depuis 2016 avec +165% https://t.co/030nmToReR pic.twitter.com/ZxmfaXFvkv— Paris La Défense (@ParisLaDefense) October 12, 2016

I COLOSSI DEL CREDITO

Tra le big del credito, Jp Morgan aveva già assicurato che in caso di Brexit si sarebbe trovata costretta a tagliare alcune migliaia di posti di lavoro nella capitale. Morgan Stanley potrebbe spostare circa mille persone del suo staff dalla city. Le destinazioni più accreditate sono Francoforte, Parigi e Dublino. Il presidente del gruppo bancario HSBC, Douglas Flint, ha prospettato da parte sua, in caso di uscita dall’Ue, la “delocalizzazione” oltremanica, con 1.000 dipendenti da trasferire a Parigi.

L’AUTORITÀ BANCARIA EUROPEA

L’Unione europea si prepara a spostare la sede dell’autorità bancaria europea (Eba) da Londra. Per la nuova sede sono in corsa soprattutto Parigi e Francoforte.

L’Eba, i cui 159 dipendenti scrivono e coordinano le norme bancarie in tutto il blocco, dovrebbe trasferirsi “presto”.

LOTTA PER LA SUPREMAZIA TRA PARIGI E FRANCOFORTE

A Francoforte è stata creata una linea diretta speciale per le banche intenzionate a discutere uno spostamento delle loro attività fuori dalla Gran Bretagna. Una squadra di Paris Europlace, agenzia che promuove la finanza francese, ha in programma un viaggio a Londra per corteggiare le istituzioni finanziarie. ‘‘Non stiamo cercando di trarre vantaggio dalle sofferenze di altri. Ma riteniamo di aver della carte da giocare’‘ afferma Alain Pithon, segretario generale di Paris Europlace.

EASYJET

Easyjet ha avviato colloqui con gli enti regolatori dei principali Paesi europei per spostare il proprio quartier generale dal Regno Unito.

IL SETTORE DELL’AUTO

Anche il settore automobilistico potrebbe traslocare: la Nissan, per esempio, potrebbe decidere di fermare la produzione del crossover Juke in Gran Bretagna, a meno che il Governo di Londra non trovi soluzioni per compensare gli eventuali effetti sui dazi doganali.

FINANZA, INDUSTRIA, MA ANCHE L’AGENZIA UE DEL FARMACO

L’Agenzia europea del farmaco ha sede a Londra.. Il suo trasloco è uno scenario che è stato paventato da più parti. I Paesi che si candidano a ospitarla già non mancano. Dalla Germania alla Danimarca, dalla Svezia all’Italia, le voci che hanno lanciato appelli sono diverse. Come scriveva il Wall Street Journal qualche giorno fa, esponenti del settore farmaceutico in Svezia e Danimarca hanno dipinto le loro rispettive nazioni come ‘location’ ideali per ospitare l’Ema. In Italia si sono levate più voci, sia sul fronte delle istituzioni (soprattutto dal Parlamento) che sul fronte dell’industria. E sembra che anche il settore farmaceutico tedesco si sia mosso suggerendo Bonn.

LONDRA RESISTE E HA ANCORA QUALCHE CARTA DA GIOCARE

Londra è pronta a dare battaglia per mantenere il ruolo di centro finanziario globale, uno status che assicura al Regno Unito 2,1 milioni di posti di lavoro e 66,5 miliardi di sterline di entrate fiscali l’anno, l’11% del totale. Contendere a Londra il suo ruolo sui mercati finanziari, del resto, non è una missione facile per nessuna altra città. Parigi è malvista negli ambienti finanziari per le tasse elevate, che raggiungono un’aliquota del 75% per i più ricchi, mentre Francoforte è troppo “piccola” e “provinciale”, secondo il Financial Times, il giornale che più di ogni altro sente il polso della City.

Capitali europee a caccia del tesoro di Londra https://t.co/fRvgvynyzm pic.twitter.com/dOymYgfq4k— IlSole24ORE (@sole24ore) July 8, 2016

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