Cipro: arrivare a un accordo preventivo entro il 12 gennaio

Risolvere il contenzioso cipriota entro giovedì prossimo: missione quasi impossibile per i dirigenti delle due parti dell’isola che devono mettersi d’accordo sui dossier che ancora rendono impossibile l’unificazione dell’isola.

#NOW #Cyprus leaders MustafaAkinci_1 AnastasiadesCY pre-meeting in #Geneva under auspices of #UN SASG EspenBarthEide. pic.twitter.com/GQejhdXegX— UN Cyprus (UN_CYPRUS) January 8, 2017

I tentativi messi in atto finora sono falliti. L’isola, la terza per dimensioni nel Mediterraneo, è divisa dal 1974,quando la Turchia intervenne militarmente in seguito al tentativo di colpo di stato orchestrato dalla Grecia.

Cyprus: healing a divided island https://t.co/4lFWLmzhDL pic.twitter.com/tYkBQc2rrB— euronews (@euronews) January 9, 2017

Indipendente dal Regno Unito dal 1960, in base al Trattato di Zurigo Turchia, Grecia e Gran Bretagna sono designate come Stati garanti e possono intervenire nell’isola nel caso in cui l’ordine interno sia minacciato.

Condizione che complica i negiziati di pace, gli abitanti dell’isola ne sono consapevoli.

Greek and Turkish Cypriots gather in support of Geneva talks #Cyprus#CyProb https://t.co/r4PRE6Qqti pic.twitter.com/Z55Iq4krUe— Cyprus (@CyprusRT) January 9, 2017

Hasan Chirakli, greco-cipriota residente a Nicosia:

“Speriamo che si accordino sulle ultime condizioni entro la fine della settimana e che entro il mese arrivi la buona notizia che annuncia la riunificazione dell’isola”.

La parte greca, l’unica internazionalmente riconosciuta, chiede la partenza dei militari turchi di stanza nel nord dell’isola, dal 1974, tra i 30 mila e i 40 mila soldati.

I dirigenti turco ciprioti chiedono invece di preservare una presenza militare anche se ridotta.

Una garanzia per i turchi in vista della riunificazione che dovrebbe organizzare l’isola come una federazione bizonale e bicomunale ma con un’unica sovranità. Al momento però non c‘è accordo sulla cessione territoriale, i greci chiedono che la zona turca sia compresa nel 28 % del territorio contro il 29% richiesto dai turchi.

Ourania Peletie, greco-cipriota residente a Morphou:

“Penso che una soluzione esista, ricordo che nel 1974, quando fummo cacciati dai turchi, non avevamo dove stare se non ripari di fortuna come tende o stare sotto gli alberi”.

L’isola conta un milione e cento abitanti, di cui il 20% sono d’etnia turca e l’80% greca.

Qualsiasi accordo dovrà comunque essere sottoposto a referendum, Così come avvenne nel 2004, quando i greco ciprioti renspinsero l’accordo d’unificazione cui arrivarono allora le parti, intesa accettata invece dalla parte turca.

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