Commercio: il governo giapponese difende Toyota dopo gli attacchi di Trump

Toyota e il governo giapponese difendono il contributo del costruttore automobilistico all’occupazione statunitense, dopo le minacce di rappresaglie doganali proferite dal presidente eletto Donald Trump, le prime contro un’impresa straniera.

Giovedì Trump aveva attaccato Toyota, che costruisce una nuova fabbrica in Messico, affermando: “costruite fabbriche negli Stati Uniti o pagate alti dazi”.

Toyota Motor said will build a new plant in Baja, Mexico, to build Corolla cars for U.S. NO WAY! Build plant in U.S. or pay big border tax.— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) 5 janvier 2017

Nel suo messaggio il miliardario ha anche commesso un errore, scrivendo che la nuova fabbrica sorgerà a Baja (Bassa California). In realtà Toyota possiede già un sito a Tijuana, nella Bassa California, ossia nel nord del Messico, mentre il nuovo stabilimento è situato a Guanajato, nella regione di Bajío, circa 2500 chilometri a sud.

Alla Borsa di Tokyo le azioni dei costruttori automobilistici hanno chiuso in ribasso, ma è stato evitato il tonfo.

Il ruolo delle imprese giapponesi, come Toyota, nella società statunitense è stato messo in evidenza dal ministro dell’Economia e del Commercio giapponese Hiroshige Seko: “Riconosco che l’industria automobilistica giapponese abbia contribuito enormemente all’economia statunitense impiegando un milione e mezzo di persone. Inoltre non abbiamo progetti di trasferimento di fabbriche esistenti negli Stati Uniti verso il Messico o altri Paesi”.

Statement in response to the President Elect’s recent comment. Please visit https://t.co/BxLSOPbXV8 for more information pic.twitter.com/d8E8TQnzqc— Toyota USA (@Toyota) 5 janvier 2017

La fabbrica di Guanajato costruirà auto Corolla a partire dal 2019 trasferendo la produzione dal Canada. L’attacco di Trump è anche all’accordo di libero scambio (Nafta) che permette le esportazioni di automobili prodotte in Messico verso gli Stati Uniti senza diritti di dogana.

Ma l’impresa giapponese più vulnerabile è Nissan, seconda per numero di veicoli esportati dal Messico dietro la General Motors, mentre Toyota è al nono posto con poco più di 124.000 auto, secondo dati relativi ai primi 11 mesi del 2016.

Il patron di Nissan, Carlos Ghosn, ha commentato: “Ci adatteremo alla situazione, se il Nafta cambierà ci adatteremo alle nuove regole”.

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