Crisi, a Lisbona si raschia il fondo del Tago per sopravvivere

31 ottobre 2012

Lisbona (Tmnews) - Raschiare il fondo per portare a casa qualche centinaio di euro. Le misure draconiane del governo contro la crisi hanno portato i portoghesi a inventarsi i mestieri più insoliti. Tra questi c'è la raccolta di molluschi in mezzo al fango del fiume Tago a Lisbona. Una iniziativa illegale che potrebbe costare a questi due giovani fino a 500 euro di ammenda. Ma alternative non ce ne sono, spiega Carla Safara: "Ho lavorato alle poste per 8 anni. Oggi sono disoccupata, non c'è più lavoro, non c'è più niente. Non vado a rubare né a vendere droga, per questi mi ritrovo qui a cercare molluschi". Vengono qui più volte alla settimana e lavorano piegati, bruciati dal sole. "Possiamo andare avanti anche quattro ore senza fermarci. In inverno è molto più dura", dice Pedro Safara. Nelle giornate migliori riescono a raccogliere fino a 25 chili di molluschi. Venduti ai ristoratori, frutteranno un centinaio di euro. Giusto quel poco che basta per sopravvivere in un paese in recessione profonda, con tassi di disoccupazione sopra al 15%. "Chi può lascia il Paese - dice Pedro - mio fratello è andato in Brasile tre mesi fa per aprire un'azienda, qui sarebbe impossibile". Nonostante i disagi della gente e le proteste non si muove quasi niente in Portogallo. Le previsioni sono nere, la disoccupazione è in crescita. In un simile quadro, la pesca dei molluschi resta una grande risorsa.

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