Dossier Trump: Londra nega coinvolgimento, ex MI6 avrebbe continuato senza finanziatori

Non è ancora chiaro se sia stato pagato dai democratici o dai repubblicani anti-Trump. Ma Christopher Steele, l’ex agente segreto britannico che ha compilato il rapporto sui legami di Donald Trump con la Russia, avrebbe continuato a lavorare gratis anche dopo le elezioni.

Secondo la ricostruzione del quotidiano The Indepentent, l’ex agente dell’MI6, alla fine dell’estate scorsa, si sarebbe convinto che ci fosse un tentativo di insabbiamento in corso.

Il dossier secondo cui Mosca avrebbe materiale per ricattare il Presidente eletto degli Stati Uniti sarebbe finito nelle mani dell’Fbi dopo il via libera di Londra, una versione però respinta dalla premier britannica Theresa May.

La vicenda rischia, infatti, di minare i rapporti tra Londra e Washington: “Di solito non commentiamo certe questioni – ha detto la May – Ma credo, dopo tutto quello che abbiamo visto, che vada assolutamente chiarito che l’individuo che ha prodotto questo dossier non lavora per il governo del Regno Unito da anni”.

Il contenuto del dossier sarebbe stato rivelato al senatore John McCain da un ex ambasciatore britannico a Mosca. Il presidente della commissione per le Forze armate avrebbe quindi consegnato il rapporto al capo dell’Fbi, James Comey.

“Sono tutte falsità” si è difeso, fino ad ora, Donald Trump.

#Donald Trump chi è l’agente Christopher Steele autore del dossier sul tycoon #Donald #Trump, #chi #è ... https://t.co/qI0dwgwVxN— Zazoom Social News (@zazoomblog) January 14, 2017

Una spia britannica dietro il dossier Trump. Ma ora Christopher Steele ha paura https://t.co/r2J8Gh5nQ3— la Repubblica (@repubblicait) January 12, 2017

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