Grecia: quando la crisi diventa anche un problema psicologico

31 ottobre 2012

Atene (TMNews) - Tristezza cronica, poca voglia di uscire di casa, depressione: la crisi economica incide sul portafogli ma anche sull'umore dei greci. Da quando il Paese è in difficoltà, inasprite dalle misure di austerità, il lavoro per gli psicologi è aumentato: Stamoi Mazaraki offre tariffe agevolate e una terapia mirata a chi non ha un lavoro. "La depressione tende a farti diventare passivo, incoraggio i pazienti a porsi dei piccoli obiettivi da raggiungere ogni giorno, come divertirsi con i figli, li invito a rimanere energici, fare una passeggiata e non parlare del passato, di cosa avevano e non hanno più. Non facciamo miracoli, solo piccoli passi avanti".

Un aiuto psicologico può servire a chi ha perso il lavoro, e percepisce un sussidio di disoccupazione di 360 euro al mese per un anno, ma anche a chi il sussidio non ce l'ha perchè non ha mai lavorato. Come Petros Korelas, 24 anni e due lauree: vive con i genitori, in una Grecia con la disoccupazione giovanile al 55%, e da un anno e mezzo passa gran parte delle giornate a inviare curricula. Una lunga attesa alla fine premiata: il centro per l'impiego l'ha chiamato. "Non potete capire come mi sento: sono venuto qui per un anno e mezzo e finalmente mi hanno dato un pezzo di carta, non chiedevo nulla di più". Sul foglio il numero di telefono di chi potrebbe offrirgli un posto: un primo passo, ma quanto basta per strappare un sorriso e alimentare la speranza in un futuro migliore.

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