La Birmania pronta a riprendere le esportazioni con gli Usa

29 settembre 2012

Rangoon (TMNews) - Prove tecniche di rivoluzione industriale e commerciale, in Birmania dove - dopo 30 anni di stagnazione dovuti alla dittatura militare e al blocco delle esportazioni per le sanzioni imposte dall'Occidente - l'industria birmana si prepara a una nuova fase di crescita e benessere. Questo grazie soprattutto all'apertura del mercato statunitense in relazione all'acquisto di prodotti birmani.

"Dopo l'entrata in vigore delle sanzioni - spiega Aung Win, vicepresidente dell'associazione di produttori di vestiario birmani - il numero delle aziende tessili nel paese era sceso da 400 a 100 unità. Molti lavoratori si erano trasferiti nelle zone vicine al confine delle Tailandia. Ora, se finalmente toglieranno le sanzioni, ne gioveranno l'economia e l'indotto birmani. So di molte aziende tailandesi e vietnamite pronte a investire in Birmania e di questo il paese non potrà che beneficarne".

L'industria tessile birmana ha subito un vero e proprio colpo mortale con l'embargo deciso nel 2003 dagli Stati Uniti come misura contro lo strapotere della giunta militare di Tan Shwe. Ora, dopo la svolta democratica nel paese, grazie anche alle battaglie del capo dell'opposizone, il premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi, il presidente Obama si è detto pronto a tornare sulla decisione; naturalmente ci vorrà tempo e la stessa Birmania dovrà prepararsi a essere competitiva sul mercato globale e ad affrontare la concorrenza interna di investitori e speculatori. Tuttavia s'inizia a vedere una incoraggiante luce in fondo al tunnel della povertà che, per anni, ha stretto il paese come in una morsa.

(Immagini AFP)

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