Massacro a Istanbul: salgono a 43 gli arresti

È caccia senza sosta, ma ancora senza esito in tutta la Turchia al killer di Capodanno. I presunti complici sono saliti a 43 che sono stati arrestati in varie operazioni dell’antiterrorismo turco.

Del sospetto si saprebbe tutto. Solo martedì si era fatto il nome di un kirghizo di 28 anni di cui era stato diffusoil passaporto, ma l’uomo ha dimostrato che la notte di capodanno non era in Turchia. Il suo alibi è stato confermato dalle autorità di Bishkek. La sua colpa era quella di assomigliate troppo all’uomo di questi video identificato con il killer del Reina.

Gli errori di persona potrebbero anche essere voluti, secondo alcuni, per costringere l’attentatore ad abbassare la guardia.

Dalle immagini in tv e sui giornali giurano di averlo riconosciuto alcuni vicini di casa nella provincia anatolica di Konya, dove l’uomo si sarebbe trasferito a fine novembre con la

moglie e i 2 figli piccoli, probabilmente per non dare nell’occhio. Proveniente da un Paese dell’Asia centrale, come sembrano suggerire anche i tratti somatici: forse dal

Kirghizistan o dall’Uzbekistan, anche se non cade l’ipotesi dell’origine dalla regione cinese dello Xinjiang, dove risiede la minoranza uigura, turcofona e musulmana.

Intanto, via libera del Parlamento a una nuova proroga di 3 mesi dello stato d’emergenza, dichiarato dopo il fallito golpe del 15 luglio.

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