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Napoli, ad Arzano è "vietato morire", manca il posto al cimitero

4 ottobre 2012

Napoli (TMNews) - Vietato morire, manca il posto al cimitero. Non è uno scherzo ma quello che succede ad Arzano, comune dell'hinterland partenopeo, reso famoso dal libro di Marcello d'Orta "Io, speriamo che me la cavo". Il cimitero del comprensorio Arzano-Casoria-Casavatore va avanti a scartamento ridotto perché non ci sono più loculi a sufficienza per le inumazioni. Al momento l'ingresso di nuove salme è consentito solo se i parenti sono già proprietari di una nicchia o di una cappella, altrimenti bisogna cercare posto altrove, con comprensibile disagio di chi oltre al dolore per la perdita dei congiunti è costretto a subire l'umiliazione di una sepoltura praticamentre impossibile. "Ormai non si può nemmeno più morire- dice una ragazza - è meglio essere cremati". "Purtroppo - agiunge una giovane vedova - sono due mesi che al cimitero dicono che non ci sono posti, come se fosse un cinema. Mio marito è morto a luglio e mi hanno detto che non c'era posto. Poi dopo è uscito. Difficile l'ampliamento del cimitero esistente, i politici parlano di troppi interessi in gioco anche se un progetto per una struttura sotterranea da 400 loculi e 819 ossari esiste ma per ora è ferma allo studio di fattibilità e comunqe pur rimandandolo di qualche anno non risolverebbe il problema. L'alternativa, spiegano i cittadini, potrebbe essere un nuovo camposanto autonomo a Casoria.