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Prefetto Reggio Calabria: "Corto circuito democrazia" -Intervista

17 ottobre 2012

Reggio Calabria, (TMNews) - Un corto circuito della democrazia: così il prefetto di Reggio Calabria Vittorio Piscitelli definisce lo scioglimento del Comune, deciso dal ministero dell'Interno per contiguità con la criminalità organizzata. Una soluzione definita traumatica, ma che non deve essere vista negativamente. "Non deve essere vista come una repressione, men che mai rivolta alla collettività o alla città: è un fatto preventivo che serve perchè non si consolidi questa forma di condizionamento". Lo scioglimento, dice, non si può addebitare solo all'ultima amministrazione, che in pratica ha governato per sei mesi. "Non si può pretendere e nessuno lo vuole fare, tantomeno la commissione, di addossare a questa amministrazione il disservizio o il condizionamento che si è verificato che si è stratificato negli anni. Si può dire e la commissione l'ha valutato e certificato che forse qualcosa si sarebbe potuto fare anche in questo breve periodo per fare sì che si interrompesse o limitasse, venisse escluso da alcuni settori come quello degli appalti pubblici". Le vicende delle società Leonia e Multiservizi, coinvolte in vicende giudiziarie per i legami con la 'ndrangheta, riportano all'attenzione il tema dei certificati antimafia. Richieste a cui una procura "soffocata", dice Piscitelli, non riesce a fare fronte. "Quella della Multiservizi quando sono arrivato era già stata richiesta e l'ho dovuta sollecitare più volte: è avvenuto per le difficoltà oggettive nel rilascio della certificazione, ma anche perchè sulla Leonia tutte le vicende che si sono susseguite, arresti e indagini lo rendevano difficili. Ho dovuto chiedere la liberatoria alla Procura". Nonostante i problemi, il prefetto è ottimista sul futuro di Reggio e della Calabria: una regione e una città, dice, forti di una cultura millenaria. Presto, forte del lavoro della commissione straordinaria e di una nuova amministrazione comunale, spera in una ripresa intorno a nuovi progetti. "Un'eventuale candidatura a capitale europea della cultura entro il 2015, qui abbiamo il museo e i Bronzi di Riace, e anche l'area dello Stretto che può essere dichiarata patrimonio Unesco. Intorno a questi progetti raccogliere le persone di buona volontà, e sono tante".