Smirne: almeno 18 i fermati. Dietro l’attacco i curdi del PKK

Ancora sotto choc, la Turchia piange e rende l’ultimo saluto alle due vittime dell’attacco terroristico al tribunale di Smirne. L’autobomba e la sparatoria hanno provocato anche l’uccisione di 2 assalitori. Un terzo terrorista è riuscito a fuggire, dando il via a un’altra caccia all’uomo. Esattamente come per quello della strage di Capodanno. Un primo identikit, fornito a caldo, lo descritto con un’altezza tra 1,65 e 1,70, cappotto scuro e berretto chiaro.

Turkey car bomb and gun attack on courthouse in Izmir https://t.co/aBRrhJbWia #TREToday— Stephen Ritson (@radioritson) 6 gennaio 2017

“A giudicare dalle armi che avevano, sembra che volessero fare un massacro», ha detto il vicepremier Veysi Kaynak. A evitarlo sarebbero stati proprio i poliziotti di guardia, che hanno fermato gli assalitori con la loro auto per un controllo nel perimetro esterno, mentre questi cercavano di entrare nel Palazzo di Giustizia. I terroristi a quel punto hanno aperto il fuoco.

Prima di far visita ai feriti ricoverati in ospedale, una decina, il Primo ministro turco “Binali Yıldırım:https://it.wikipedia.org/wiki/Binali_Y%C4%B1ld%C4%B1r%C4%B1mha fatto sapere che in base agli elementi raccolti finora dietro all’attentato ci sarebbe il Pkk curdo. Notizia confermata anche dal governatore della città colpita.

Turkey detains 18 people over Izmir attack, sees PKK responsible: minister https://t.co/qNtQHh5MPj #worldnews— Michael Witkowski (@wittich) 6 gennaio 2017

E mentre nell’aria si respira paura, tensione e sconforto, sono almeno 18 i sospetti fermati finora. Non è chiaro se tra questi ci sia anche il terzo assalitore. Intanto il presidente Recep Tayyip Erdogan ha ribadito che la Turchia è sotto attacco contemporaneo di diversi gruppi terroristici che vogliono metterla in ginocchio. Ma ha ricordato che nessuno riuscirà a distruggere l’unità del Paese.

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