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Tra i genitori del Delaware divampa la "guerra della sculacciata"

3 ottobre 2012

Dover, Delaware (TMNews) - In Delaware, la prima delle 13 ex colonie britanniche a ratificare la Costituzione degli Stati Uniti, divampa la "guerra della sculacciata". La pietra dello scandalo è la nuova legge firmata il mese scorso dal governatore dello Stato che definisce in maniera più severa gli abusi nei confronti dei minori. I genitori del Consiglio sulle politiche familiari del Delaware, organizzazione che intende difendere i valori familiari, ha contestato la legittimità della disposizione che impedirebbe ai genitori di sculacciare i figli, limitando la patria potestà. "È tutto troppo soggettivo - spiega Nicole Theis, portavoce dell'organizzazione - Se do una sberla sulla mano del mio bambino di due anni che ha afferrato dal tavolo una brocca di acqua bollente per insegnargli a non farlo più, rischio una condanna sino a un anno di carcere. Il procuratore generale del "First State", Beau Biden, figlio dell'attuale vicepresidente Biden, replica che la legge si è rivelata necessaria perché era difficile aprire un'indagine di maltrattamenti su minori quando la parte lesa era troppo piccola per poter testimoniare. "Abbiamo registrato casi con ustioni sul corpo o fratture sulle mani e abbiamo avuto molte difficoltà a processare i responsabili". In realtà, spiegano i relatori della nuova legge, il diritto dei genitori alla sculacciata viene garantito da una sezione del dispositivo in cui si afferma che l'uso della forza da parte dei genitori è considerato legittimo purché sia sempre "responsabile e moderato". Come si dice, è sempre una questione di centimetri e di interpretazioni. Com'è facile intuire, della "guerra della sculacciata" sentiremo ancora parlare.