Turchia: decapitati vertici gruppo Dogan. Continuano le purghe di Erdogan

Non ci sono solo le indagini sul massacro alla discoteca di Istanbul in Turchia. Continuano infatti, in modo virulento, le purghe iniziate all’indomani del fallito colpo di Stato dell’estate scorsa nel Paese. Stavolta, a farne le spese, il gruppo Dogan che controlla fra l’altro il quotidiano Hürriyet e CnnTurkish. Si tratta del secondo gruppo mediatico del Paese. Possiede molte riviste nazionalpopolari e due dei suoi più alti dirigenti sono stati arrestati per sospetti legami con Fetullah Gülen, l’imam da anni rifugiato negli Stati Uniti.

Il gruppo Dogan si è subito smarcato dagli arresti, affermando che si tratta di eventuali responsabilità personali che non coinvolgono la politica del gruppo. Troppi gli interessi di questo gigantesco conglomerato attivo anche nell’energia e nelle costruzioni per rischiare di finire sotto la mannaia del governo. Mannaia che ha portato finora all’arresto di oltre 43.000 persone. Oltre 100.000 sono invece sotto indagine, sospettate di avere più o meno a che fare con il colpo di Stato di luglio.

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