I videogiochi si spostano in cloud

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I videogiochi hanno avuto un boom di mercato nel 2020 dovuto anche al fatto che i vari lockdown hanno spinto le persone a rivolgersi all'intrattenimento domestico. Si parla di un'industria che, secondo la società di ricerca di mercato IDC, vale qualcosa come 180 miliardi di dollari. Ora che le riaperture hanno determinato una minore presenza in casa delle persone, non solo Microsoft, ma anche Google e Amazon stanno scommettendo su un futuro che, per i videogiochi, sarà destinato a svincolarsi dalle piattaforme domestiche trasferendosi su servizi e software in abbonamento che diventeranno sempre più centrali nell'articolazione delle proposte. In questo senso, Xbox Cloud Gaming consente ai giocatori di riprodurre in streaming i giochi anziché doverli installare su un dispositivo e coinvolgerà tutte le Xbox Series X e Xbox Series S oltre che le meno recenti macchine Xbox One. Xbox Game Pass è invece un servizio in abbonamento che offre ai giocatori l'accesso a una libreria di oltre 100 titoli per circa 15 dollari al mese.

Il cloud gaming prevede che i giochi siano ospitati su server remoti e trasmessi in streaming agli utenti sul web che possono così, tramite abbonamento, accedervi. Il meccanismo offre il vantaggio, anche, di attirare i giocatori all'interno dell'ecosistema Microsoft, tramite dispositivi diversi, così da poterli coinvolgere appieno. Un servizio che, dopo essere stato reso compatibile con i dispositivi mobili e i computer, ora punta al mercato delle console per poi estendersi anche direttamente sui televisori attraverso lo sviluppo di partnership con i singoli produttori.

Anche Sony sta scommettendo sui servizi attraverso la propria offerta in abbonamento PlayStation Plus che garantisce ai giocatori l'accesso ai multiplayer online e a una selezione di giochi gratuiti che si rinnova ogni mese. Sony sta puntando soprattutto sui propri giochi di maggiore successo con l'obiettivo di attrarre i consumatori sulle piattaforme PlayStation. Una strategia, quella dei contenuti esclusivi, che coinvolge la stessa Microsoft dopo l'acquisizione, lo scorso anni, di Bethesda, un editore di videogiochi di grande successo, per 7,5 miliardi di dollari.

Un settore, quello dei videogiochi, che vive una espansione enorme anche in Cina dove per 14 anni le console di gioco come quelle sviluppate da Sony, Microsoft e Nintendo sono state bandite. Ma il divieto è stato finalmente revocato nel 2014. Nel corso di questo lungo periodo è sempre esistito una sorta di mercato grigio in cui le console sono state vendute ma sono rimaste un fenomeno marginale. I grandi sviluppatori di giochi cinesi come Tencent e NetEase hanno lavorato soprattutto sui progetti per PC e mobile. Ma, ora, i giganti tecnologici cinesi, insieme a una nuova generazione di sviluppatori di giochi, lavorano per sfruttare la crescita delle console, oltre che in Cina anche all'estero. Un mercato, quello delle console, che vale il 30% delle entrate di tutto il settore dei giochi ma che in Cina è ancora fermo all'1%.

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