Vietati i funerali per le vittime di coronavirus in Cina: il regolamento

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La Cina ha vietato i funerali, le sepolture e altre attività correlate che coinvolgono i cadaveri delle vittime decedute a causa del coronavirus. Secondo i nuovi regolamenti di processo emessi sabato scorso per rallentare la diffusione, dunque, non si terrà alcuna celebrazione. Nel frattempo, inoltre, i morti hanno superato quota 300 ed è stata registrata anche la prima vittima fuori da Wuhan. Un precedente annuncio del Ministero degli affari civili ha consigliato alle persone di tenere funerali facili e veloci ed evitare raduni e per impedire che il virus possa diffondersi ulteriormente.

Coronavirus, vietati funerali per le vittime

La National Health Commission (NHC) della Cina ha emesso un nuovo regolamento sabato 1 febbraio che vieta i funerali per le vittime di coronavirus. Tutte le vittime che soccombono al virus, stando alle disposizioni, devono essere cremate presso la struttura più vicina. “Non si terranno cerimonie di addio o altre attività funebri che coinvolgono il cadavere”, recita infatti l’annuncio del NHC.

Tra le disposizioni, vi sono anche una serie di procedure da mettere in atto quando ci si trova davanti a un decesso per coronavirus. Per prima cosa, il personale sanitario presso la struttura medica in cui è stata curata la persona è tenuto a disinfettare e sigillare qualsiasi strumento entrato a contatto con l’infetto. In secondo luogo, il personale medico rilascerà un certificato di morte e provvederà a informare la famiglia del decesso. A questo punto, verrà contattata la struttura locale di servizi funebri. Infine, il personale dei servizi funebri raccoglierà il corpo e cremerà i resti, rilasciando un certificato di cremazione. I parenti saranno autorizzati a prendere i resti dopo che la cremazione sarà stata completata e documentata, ma in nessun caso sarà possibile avvicinarsi prima di allora.