Vietato "vestirsi da prostituta": polemica per il regolamento della polizia municipale

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Non è ancora stato approvato eppure ha già scatenato un polverone il nuovo regolamento di polizia urbana di Cassina de' Pecchi, nell'hinterland milanese. Nel mirino l'articolo 23 del testo contro la prostituzione che sarà discusso il 30 aprile in Consiglio comunale, il quale vieta alle donne di vestirsi e atteggiarsi come prostitute.

Un divieto che è stato additato perché limiterebbe la libertà personale di vestirsi e comportarsi liberamente, sempre nel rispetto della legge. L’incriminato articolo 23, “Comportamenti contrari all'igiene, al decoro e al quieto vivere”, del regolamento in via di discussione, recita così: "In luogo pubblico è vietato contrarre ovvero concordare prestazioni sessuali oppure intrattenersi con soggetti che esercitano l’attività di meretricio su strada o che, per atteggiamento, ovvero per l’abbigliamento ovvero per le modalità comportamentali manifestino comunque l’intenzione di esercitare l’attività consistente in prestazioni sessuali".

"Questa è una cosa assurda, chi stabilisce se è consono o no?", hanno tuonato le opposizioni di centrodestra contro il Comune a guida leghista. "Un attacco alla dignità della donna. Ci chiediamo quale atteggiamento e quale abbigliamento considerino una manifestazione o intenzione di attività di meretricio. Respingiamo qualsiasi forma di classificazione di una donna rispetto al suo modo di vestirsi o di atteggiarsi", hanno incalzato dal Partito Democratico.

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