Vietnam chiede più cooperazione economica alla Cina

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Roma, 14 lug. (askanews) - Il Vietnam ha espresso la sua insoddisfazione per la scarsa cooperazione economica con la Cina, a margine di un incontro a livello ministeriale nel quale comunque i due paesi socialisti dell'Asia hanno concordato di gestire in maniera appropriata la disputa che li divide sulla sovranità del Mar cinese meridionale.

Ieri il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha accolto a Guanxi il viceministro degli Esteri di Hanoi, Pham Binh Minh. Al termine dell'incontro, il ministro cinese ha prodotto una dichiarazione che farebbe pensare a colloqui rilassati: "Di fronte ai rischi e alle sfide che avviamo di fronte e agli ardui impegni di riforma e sviluppo, la Cina e il Vietnam devono ereditare la loro amicizia speciale, consolidare l'unità e la difucia reciproca e approfondire una benefica cooperazione".

Tuttavia, a sentire il resoconto dell'agenzia di stampa ufficiale vietnamita VNA, i toni tra i due non devono essere stati poi tanto rilassati. Pham, che pure ha concordato sul fatto che tra i due paesi negli ultimi mesi la cooperazione è diventata più solida, ha anche detto che ci sono state "discussione franche su alcuni problemi della cooperazione bilaterale". Che, in termini diplomatici, vuol dire che è stata una riunione problematica.

"Il progresso nell'apertura dei mercati cinesi ai prodotti agricoli vietnamiti e alcuni progetti di cooperazione economica e di aiuto allo sviluppo sono lenti. Inoltre viaggiare tra i due paesi è ancora difficile a causa della pandemia Covid-19", ha spiegato l'agenzia.

Pham ha chiesto alla Cina di creare accessi più agili per i viaggiatori e ridurre i tempi di quarantena, oltre che accelerare i visti per far accedere merci. Ha inoltre domandato alla Cina d'importare più frutta vietnamita e l'autorizzazione per aprire un ufficio di promozione commerciale vietnamita a Chengdu, nella provincia di Sichuan.

Il Vietnam, a dispetto della comune appartenenza al campo socialista, è stato storicamente una spina nel fianco della Cina. Oggi il paese, che ha normalizzato le relazioni con gli Stati uniti e gode con Washington di una buon livello di rapporti, è un membro chiave dell'Asean, che Pechino guarda come un interlocutore prioritario nella corsa a costruire alleanze nella regione in concorrenza con gli Usa e il Giappone.

Prima d'incontrare Pham, Wang ha fatto una visita di 10 giorni nella regione, toccando Myanmar, Thailandia, Filippine e Indonesia, promettendo cooperazione. Ha inoltre invitato i membri dell'Asean a non rendersi "pezzi da muovere sulla scacchiera della rivalità tra le potenze".

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