Vignali: importante fare rete con gli italiani nel mondo

Sim

Roma, 25 ott. (askanews) - "E' importante che gli italiani residenti all'estero mantengano i rapporti con il Paese, facendo rete tra loro, mantenendosi in contatto con le istituzioni, quali ambasciate e consolate, e cercando di favorire rapporti culturali, economici e commerciali" con l'Italia, perché possano così condividere con il Paese "le proprie competenze professionali e culturali" . E' quanto ha dichiarato il direttore generale per gli italiani all'estero, Luigi Maria Vignali, interpellato da askanews a margine della presentazione del "Rapporto Italiani nel Mondo" della Fondazione Migrantes sulle "rimesse di know how" che la comunità italiana può offrire al Paese.

Il rapporto presentato oggi da Migrantes ha evidenziato come siano quasi 5,3 milioni gli italiani all'estero iscritti all'Aire, con un incremento della mobilità italiana pari a +70,2%, a fronte dei poco più dei 3,1 milioni di iscritti nel 2006. A emigrare sono soprattutto i giovani, circa il 52,2% nella fascia di età 20-39 anni, si rimarca nello studio, e gli emigrati italiani hanno, in prevalenza un titolo di studio medio-alto (il 52,6% possiede almeno il diploma).

Questa accresciuta mobilità comporta che "le collettività degli italiani nel mondo sono estremamente importanti per accogliere e favorire l'integrazione dei nuovi italiani che vanno all'estero, perché possono creare reti di protezione, favorire l'accesso ai servizi sociali, in modo che i nostri giovani si sentano aiutati e protetti", ha sottolineato Vignali. Ma è altrettanto importante che, una volta integrati, gli italiani possano condividere con l'Italia "le competenze maturate in termini professionali e culturali".

Per questo il governo punta a "favorire i collegamenti tra loro e le istituzioni, creando anche condizioni di incontro tra Italia e collettività". Per esempio, ha spiegato Vignali, "ogni volta che si organizzano eventi e manifestazioni, si offre la possibilità anche alle aziende e agli enti italiani di conoscere un Paese straniero, e le collettività che vi risiedono favoriscono questo percorso".