Viky Moore vuole aiutare i migranti: “Lo Stato mi deve pagare”

Viky Moore

L’ex attrice a luci rosse Viky Moore ha 48 anni e deve reinventarsi un lavoro. Aveva successo nell’industria dei film a luci rosse, ma quella stessa industria così florida un tempo, oggi fa la fame. L’attrice oggi fa l’escort, ma si mette al servizio dei più bisognosi: vorrebbe occuparsi delle pulsioni degli immigrati, a patto che lo Stato la paghi.

Viky Moore al servizio dei bisognosi

Nata e residente a Torino, Viky Moore ha 48 anni e ha iniziato a farsi vedere e mettersi in mostra facendo animazione nei locali. A 30 anni, la donna decise di voler intraprendere la carriera di attrice di film a luci rosse. Le cose andarono bene, ma Viky iniziava ad avere una certa età e l’industria dei film a luci rosse è alla fame, sta perdendo punti, non va più alla grande come un tempo.

È così che Viky Moore si è reinventata un nuovo lavoro, quello di fare l’escort ed è a disposizione per spettacoli privati per i suoi fan. All’improvviso, le è venuta l’idea. “L’Italia dà agli immigrati tutti i beni primari, eccetto la possibilità di accoppiarsi. Io sono disponibile a occuparmi delle loro pulsioni, ma voglio essere retribuita”.

Con queste parole, Viky Moore si mette al servizio dei più bisognosi, per soddisfare le loro pulsioni sessuali, dando la propria disponibilità allo Stato italiano. Questo servizio, però, non è gratuito: si aspetta un compenso dai piani alti.

In questo modo, l’ex attrice ed escort afferma che gli immigrati, una volta arrivati in Italia, non hanno qualcuno con cui scaricare le proprie passioni. Ed è per questo motivo, continua Viky Moore, che quegli uomini spesso violentano le donne, o si manifestano violenti e maneschi. “Se questi giovani e prestanti ragazzotti venissero soddisfatti sessualmente sicuramente questi atti di violenza (che sono assolutamente da condannare e non giustificabili) diminuirebbero drasticamente”.

Quella di Viky Moore è una missione, ma anche un lavoro. Motivo per cui fa un appello al Ministero: la donna si mette a disposizione per girare i centri migranti per farli godere e rilassare un po’, ma lo Stato deve contattarla per decidere modalità e retribuzione.

Conclude, affermando: “In fin dei conti io offro un servizio per far star bene le persone, sono una sorta di psicologa e massaggiatrice, ma un po’ più spinta..”