Viminale: il 20% degli agenti non è vaccinato

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agenti viminale non vaccinati
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Secondo quanto spiegato dal segretario generale del Mosap e come lanciato dal Viminale, gli agenti non ancora vaccinati rimangono al 20%. Un allarme che fa discutere, dato che il Green Pass presto diventerà obbligatorio dappertutto, e vista la penuria di forze armate, potrebbe non reggere il sistemea di controllo italiano.

Viminale, l’allarme: troppi agenti non vaccinati

Il Viminale lancia l’allarme: ancora troppi agenti non sono vaccinati contro il covid. Più nello specifico, come spiega Fabio Conestà, segretario generale del Mosap, il 20% degli agenti e forze armate italiane non ha ricevuto la prima dose: “Ad oggi siamo intorno ai 76.600 vaccinati a fronte di 98mila poliziotti. In numeri assoluti oltre 22mila operatori di polizia“.

Con l’introduzione del Green Pass obbligatorio sul posto di lavoro, locali, strade e carceri, infatti, ora questo problema potrebbe craere disastrose conseguenze a livello organizzativo e di controllo.

Viminale lancia allarme di agenti non vaccinati: sistema carcerario reggerà?

Non possiamo permetterci che venga distratto personale dal servizio di controllo del territorio – continua Conestà – Gli organici sono già carenti: il numero di operatori è esiguo e un’eventuale riduzione causa green pass creerebbe parecchi problemi”.

D’accordo con Conestà pare Gennarino De Fazio, il segtetario generale della Uilpa Polizia penitenziaria, che lancia un ulteriore allarme interno al mondo del sistema carcerario: “Sono ben 13mila, più di un terzo, gli appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria che non si sono ancora sottoposti neppure alla prima dose. Cosa succederebbe in caso di sospensioni dal servizio?”. De Fazio parla di pericoli per la “tenuta della sicurezza”, in un sistema carcerario “già in gravissima emergenza“.

Viminale, agenti non vaccinati: obbligo anche per loro?

La soluzione pare ovvia: basterebbe che anche questa percentuale si vaccinasse, ma al momento non è previsto un obbligo specifico nemmeno pe rla loro mansione.

Come tutti i cittadini, anch’essi dovranno pagare di tasca propria i test e i tamponi, per un costo complessivo di quasi 200 euro al mese.

Conestà avrebbe richiesto tamponi gratuiti per la specifica mansione, ma Draghi rimane fermo sui suoi principi.

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