Vincenzo Mascoli, l’artista pugliese in mostra a Milano con Visions

Mostra Vincenzo Mascoli Visions

Nato nel 1982 a Corato, Vincenzo Mascoli si laurea a pieni voti in Scenografia all’Accademia delle Belle Arti di Bari e si specializza in Scenografia e Pittura. Si ricordano, tra le mostre personali e collettive a cui ha preso parte, “La strada con la valigia” (2008); “Biennale di Arte Contemporanea De Nittis” (2009); “L’arte in viaggio” (2010); “Sequenze visive” (2011); “Andy Warhol. I want to be a machine” (2012); “Sequenze di racconto” (2013); “At full blast!” (2014); “Anima|le Arte Fiera Padova” (2015); Carnevale di Putignano (2016); “Space Of Humanity” (2017). Vincenzo Mascoli giunge infine a Milano dal 4 Dicembre 2019 con la personale “Visions”, in mostra fino al 4 Febbraio, evento che va ad aggiungersi al programma delle mostre di Milano del 2020. Ospiterà l’evento artistico lo spazio espositivo di Open Milano in Viale Monte Nero, 6.

“Visions”, la mostra di Vincenzo Mascoli

Nello spazio espositivo di Open Milano faranno la loro comparsa dal 4 Dicembre 2019 alle ore 19:00 ben 30 opere dell’artista pugliese. Queste vedranno, grazie a tattici décollage da quotidiani popolari e riviste patinate, ricrearsi la realtà distopica immaginata dall’autore. Realtà distopica e, ciononostante, attuale e a tutti gli effetti diretta da John Carpenter. Nell’opera di Mascoli spicca prepotente l’influenza della Pop Art e, in particolare, del suo forse massimo esponente: Andy Warhol. Tuttavia, facendo suoi anche evidenti eco del Dadaismo, l’artista pugliese diviene in realtà un vero e proprio seguace della postmodernità e di Jean Baudrillard.

Il consumismo sfrenato la fa da padrone grazie ai celebri marchi commerciali che spuntano qui e lì dalle immagini, insieme al lato più oscuro della società contemporanea; i décollage dell’artista pugliese sono infatti uno spietato ritratto dell’ingordigia morbosa per la cronaca, nera o rosa non fa differenza, e per l’informazione immediata e priva di garanzie. Quello descritto da Vincenzo Mascoli nella sua mostra è un mondo in cui le testate nazionali e i giornaletti da quattro soldi hanno in realtà lo stesso valore per il lettore; un mondo in cui la fake news non esiste, perché la realtà stessa è fake.

Come scrive Vittorio Sgarbi, “tutto, nel mondo attuale, è stato già detto e visto, tutto è preconfezionato, ma viene ripetuto ugualmente, deve continuare a mostrarsi come in uno spettacolo infinito, una grande narrazione senza un costrutto che sia alternativo all’automatismo per cui si manifesta, un parler pour parler, voyer pour voyer [sic] in cui vero e falso, importante e inutile, nobile e volgare, intelligente e idiota si confondono disinvoltamente nelle sabbie mobili di una stessa melassa omegeneizzante”.