Vincolo di mandato, Di Maio lo propone al Pd che replica: “Scherzava”

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Nella sua ultima giornata alle Nazioni Unite Luigi Di Maio affronta con i giornalisti il tema del vincolo di mandato, anche in relazione al recente abbandono della senatrice del M5s Silvia Vono, passata a Italia Viva di Matteo Renzi. Nel rispondere alle domande, il ministro degli Esteri ha dichiarato di voler parlare con il Pd per poter varare una legge che introduca quello che è sempre stato uno dei baluardi del Movimento. Dall’altra parte dell’alleanza di governo fanno tuttavia sapere di non essere disposti ad approvare un provvedimento del genere.

Vincolo di mandato, parla Di Maio

Intervistato dai giornalisti italiani presenti a New York, Luigi Di Maio afferma: “Io sono consapevole che questo argomento non è nel programma di governo, però ne parlerò col Pd perché per me dobbiamo mettere fine a questo mercato delle vacche; sia dei parlamentari che passano in altri gruppi sia dei gruppi che li fanno entrare. Quindi secondo me è arrivato il momento in Italia di introdurre il vincolo di mandato. È arrivato il momento di dire che se vieni eletto in una forza politica e passi in un’altra forze politica te ne vai a casa, non è che passi al gruppo misto o stai in un altro gruppo che magari non esisteva sulla scheda elettorale il giorno prima delle elezioni”.

Nel continuare il suo discorso, il capo della Farnesina dichiara che chiederà il risarcimento di 100mila euro alla senatrice Vono in conformità alle regole del M5s: “Lasciatemi dire che queste pratiche non fanno bene al nostro paese. Credo che tutti i cittadini convengano con me che ci sia bisogno di una stretta e l’introduzione di un vincolo di mandato è il minimo che possiamo fare per l’Italia, perché non è un bello spettacolo. Ad ogni modo io avvierò la procedura prevista dal Movimento 5 Stelle per chi passa in altri gruppi e chiederò il risarcimento di 100mila euro come abbiamo fatto in passato anche per altri”.

La replica di Andrea Marcucci

Non si è fatta attendere la risposta del capogruppo del Pd al Senato Andrea Marcucci, che declina l’offerta di Di Maio: “Mi auguro che Di Maio avesse voglia di scherzare, quando ha detto che parlerà con il Pd per introdurre il vincolo di mandato. L’assenza di esso, sancita dalla Costituzione, ha ancora un valore importantissimo. Almeno fino a quando esisteranno partiti aziendali, l’articolo 67 garantisce una libertà di azione necessaria per poter svolgere le proprie funzioni senza pressioni e ricatti esterni.

Gli fa eco anche il coordinatore di Italia Viva Ettore Rosato, che afferma lapidario: “Eviterei di fare del male alla nostra Costituzione”.