Vincolo mandato, Nugnes: per Di Maio parlamentare è un pigia bottone

Pol/Gal

Roma, 27 set. (askanews) - 'Perché vi meravigliate che Renzi abbia voluto fare un gruppo suo credevate che si sarebbe accontentato di essere un Senatore semplice pigia bottone?' queste le parole di Luigi Di Maio capo politico del MoVimento 5 Stelle, attualmente ministro degli Esteri e già ministro dello sviluppo economico e del lavoro e vicepremier nella scorsa compagine di governo". Lo scrive la senatrice Paola Nugnes in un post su Facebook secondo la quale "queste parole evidenziano in modo inequivocabile la considerazione che quest'uomo ha del Parlamento e un preciso intento: demolire l'istituzione parlamentare prima con la 'riduzione dei parlamentari', come egli brutalmente riassume".

"Oggi con questa incostituzionale e sovversiva richiesta di introdurre il vincolo di mandato in Costituzione, che ricordo fu introdotto dai padri costituenti per contrastare qualunque assolutismo, deriva autoritaria e fascismo avesse minacciato le nostre istituzioni democratiche - prosegue Nugnes, ex M5s ora al gruppo Misto con Leu -. Per il 'nostro' il parlamentare è un pigia bottoni inutile, un 'soldato semplice' da limitare nelle sue funzioni ad un ripetitore della volontà centrale e dell'esecutivo, eliminando definitivamente anche la divisione dei poteri tra legislativo ed esecutivo, altroché il Parlamento al centro! Questo a mio avviso, e non solo mio, è un grave attacco allo stato di diritto, un attacco alle nostre Libertà Costituzionali; è un'azione sovversiva e pericolosa".

"Dica al paese e venga a riferire alla Camere quale è la sua visione e quale il suo progetto complessivo di riforma costituzionale. Quali i suoi intenti finali, visto che in tutto questo parlare e dichiarare emerge indubbio anche un sicuro spregio della rappresentanza. Egli infatti non fa partire la sua visione di partecipazione allargata verso una democrazia 'diretta' dalla piattaforma di democrazia costituzionale costruita in decenni di democrazia e pace, con strumenti di partecipazione e allargamento del dibattito e delle decisioni a quanti più cittadini interessati possibile, come dovrebbe, ma presuppone invece la demolizione della democrazia di rappresentanza sottomettendone la funzione e validità ad un voto on line su di una piattaforma privata. La differenza è enorme, ed è chiaro oramai che rientra in un preciso disegno complessivo", conclude.