Vini da collezione: i migliori che non possono mancare nella tua cantina

(Adnkronos) - in collaborazione con svinando.com

C’è sempre maggiore interesse per i vini rari da collezione, bottiglie di valore, che spesso vengono vendute a prezzi elevati e che fanno gola ad appassionati, intenditori e collezionisti. Se per molti si tratta di una vera e propria passione, collezionare vini è soprattutto un investimento, una tendenza in forte aumento negli ultimi anni, durante i quali il mercato dei vini da collezione è cresciuto a dismisura.

Nel 2021 la classifica stilata da Liv-ex (London International Vintners Exchange) ha contato la presenza di 83 vini italiani (più del doppio rispetto al 2019), principalmente vini rossi, provenienti in particolare da Piemonte e Toscana.

Famosi e apprezzati in tutto il mondo, i vini pregiati da collezione prodotti in Italia sono delle gemme che attraggono molti wine lovers. Come riconoscere i vini rari? D’altronde, non è sufficiente ritrovare in cantina una bottiglia datata per trovarsi di fronte a un vino da collezione.

Nello specifico, è necessario fare attenzione ad alcuni particolari dettagli, come per esempio la cantina di produzione e l’annata. Inoltre, alcune varietà si prestano di più rispetto ad altre, come il Barolo, il Brunello di Montalcino, l’Amarone della Valpolicella o i vini della Borgogna. Anche alcuni Champagne e Spumanti Millesimati possono essere considerati dei vini pregiati quando subiscono un particolare processo di produzione.

Inoltre, i vini pregiati da collezione possono anche non essere bottiglie d’annata, ma vini realizzati in tirature limitate o espressione di una produzione vitivinicola d’eccellenza.

I collezionisti sanno bene che le bottiglie pregiate hanno un certo valore economico; per esempio, basti pensare che lo Champagne “Heidsieck & Co Monopole Diamant Bleu” del 1907 è stato acquistato a 224 mila euro durante un’asta a Mosca: si tratta di una bottiglia recuperata da un sottomarino tedesco nel 1998 e considerata attualmente la più costosa al mondo.

Bruno Giacosa Collina Rionda Barolo DOCG è sicuramente un must-have per ogni appassionato. Per acquistare una bottiglia occorrono circa 1000 euro: si tratta di un vino molto raro prodotto naturalmente con uve Nebbiolo. Tra le annate migliori, sicuramente, spicca il 1993.

Gli amanti dei vini complessi e ricchi troveranno sicuramente di loro gradimento il rosso Solaia Marchesi Antinori, un vino dai sentori di amarena e frutti rossi maturi, che conquista con le note più intense di liquirizia e caffè tostato dolce. Tenuta Tignanello – dove viene prodotto – si trova nel cuore del Chianti Classico, a 350-450 metri sul livello del mare; dall’omonimo vigneto nasce il Solaia, uno dei vini più influenti della tradizione vitivinicola italiana.

Difficile non lasciarsi tentare da una bottiglia di Giuseppe Quintarelli Amarone della Valpolicella Classico Selezione, che non può proprio mancare in cantina. Si tratta di un vino che rappresenta il top dell’enologia veneta, prodotto con varietà autoctone. Stupisce subito il suo colore granato carico, il gusto fruttato e i sentori decisi di tabacco, cacao e spezie.

Infine, Gaja è una cantina che non ha bisogno di presentazioni, tale è la sua fama a livello mondiale, espressione dell’autentico made in Italy. Situata nel cuore di Barbaresco, produce diversi vini rossi e bianchi, tra cui il vino che prende il nome dalla città piemontese: Barbaresco DOCG “Sorì San Lorenzo” 2016, che attrae i collezionisti di tutto il mondo.

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