Vino: Biondi-Santi, vendemmia 2022 la più anticipata di sempre

default featured image 3 1200x900
default featured image 3 1200x900

Roma, 13 set. (Adnkronos/Labitalia) – A Tenuta Greppo, dove è nato il Brunello di Montalcino, il 31 agosto è iniziata la vendemmia. E’ consuetudine della cantina vendemmiare presto, già nella prima metà di settembre, per una raccolta di uve mai troppo mature, ideali a rispecchiare lo stile del Brunello Biondi-Santi. Le temperature di quest’anno, tuttavia, hanno spinto a una vendemmia che entrerà nella storia come la più anticipata di sempre. Una raccolta non massiva, ma solo di selezionate parcelle di vigneti, quelle in cui le uve hanno indicato un precoce e tuttavia ottimo livello di maturazione dopo un’annata molto secca, priva di piogge e segnata da temperature medie elevate. Le precipitazioni avvenute a metà agosto hanno dato 'respiro' alle piante che hanno vissuto in stato di stress. La buccia dell’uva raccolta è spessa e croccante, la polpa è fresca, indice di un’ottima acidità, caratteristiche fondamentali per i vini longevi di Biondi-Santi.

Gennaio, solitamente il periodo dell’anno in cui il terreno accumula le riserve d'acqua per la stagione di crescita, è stato un mese freddo ma secco, seguito da una primavera mite, con pochissima pioggia, che ha permesso una lenta ma omogenea, crescita dei germogli. Dalla fine di maggio si sono registrate temperature di 30°C, più tipiche dei mesi estivi. Giugno e luglio hanno invece segnato picchi al di sopra 35°C; ciò nonostante la vigna ha comunque beneficiato di una buona escursione termica tra il giorno e la notte.

“La nostra missione – dichiara Federico Radi, direttore tecnico Biondi-Santi – è preservare lo stile Biondi-Santi. Per noi, questo significa creare un habitat in grado di far fronte al meglio al cambiamento climatico, per continuare a produrre uve di altissima qualità che rispettino lo stile distintivo Biondi-Santi e le caratteristiche dell’annata. L’approccio 'rigenerativo' avviato nei nostri vigneti ci sta mostrando una maggiore resilienza delle piante allo stress idrico e termico. C'è molto lavoro da fare, molti sono i nostri progetti e non mancano i primi esiti positivi. Negli ultimi 3 anni notiamo un lento, ma progressivo aumento della sostanza organica nei suoli. Un terreno rigenerato, ricco di sostanza organica, è carico di vita, più sano e meno bisognoso di input esterni. C’è una stretta relazione tra benessere del suolo e benessere della vite, un equilibrio che in vendemmia esalta i nostri vini”.