Vino: Caprai, 'ottima annata e boom enoturismo danno fiducia per futuro'

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“Quella del 2020 è un’ottima vendemmia, abbastanza quantitativa ma non troppo, e quindi equilibrata. Dunque, le prospettive dell’annata sono molto buone, e guardiamo con ottimismo al futuro”. Parola di Marco Caprai, alla guida dell’azienda, fondata nel 1971 dal padre Arnaldo (di cui porta il nome), imprenditore umbro nel tessile, diventata oggi leader nella produzione del vino simbolo della sua regione, il Sagrantino, un vitigno unico che cresce solo nel territorio di Montefalco da più di 400 anni. Ed è proprio puntando sulla valorizzazione del Sagrantino che Marco Caprai, dal 1988, ha intrapreso la strada della ricerca continua dell’eccellenza. A ridare fiducia a un settore duramente provato dalla crisi innescata dalla pandemia anche il boom che ha avuto l’enoturismo durante quest’estate in cui gli italiani sono rimasti in prevalenza nel Bel Paese e hanno scelto un turismo di prossimità.

“Il Covid - dice a Adnkronos/Labitalia Marco Caprai - è stato ovviamente un enorme problema per il nostro settore. Il blocco della ristorazione, ma anche degli eventi, il fatto che abbiamo saltato praticamente tutto il periodo della primavera, hanno messo il vino e le imprese del vino in una situazione non facile. Poi l’estate ha riportato ottimismo, e i consumatori verso il vino di qualità. In particolare, quest’anno abbiamo assistito al vero successo di un fenomeno che di per sé non era una novità, quello dell’enoturismo. Il distanziamento naturale che si può avere negli spazi rurali ha fatto sì che in questi mesi di difficoltà l’enoturismo sia stata una gamba su cui appoggiare il futuro delle nostre imprese e del nostro settore”.

La Arnaldo Caprai apre le porte ai visitatori tutti i giorni, offrendo tour della cantina e degustazioni. Le visite sono svolte su prenotazione, sia in lingua italiana sia in lingua inglese. La visita inizia con la vista dei vigneti e a seguire un percorso all’interno della cantina per conoscere tutte le fasi del processo produttivo, dalla zona fermentazione a quella di affinamento, fino all’imbottigliamento. Conclusa la visita si torna in enoteca per la degustazione delle etichette più rappresentative. Con la bella stagione è possibile vivere a pieno l’esperienza Arnaldo Caprai rilassandosi tra i vigneti con la formula del pic-nic.

Ed è guardando al territorio che la Arnaldo Caprai promuove da anni il progetto ‘Caprai4Love’. Un progetto che, dalla sua prima edizione del 2013, ormai fa parte integrante della filosofia della cantina, esprimendo la visione e l’impegno continuo dell’azienda a favore della cultura del territorio come elemento chiave della sostenibilità. #caprai4love è una campagna di raccolta fondi promossa dall’azienda per il recupero di opere d’arte territoriali attraverso la valorizzazione del fare impresa e il coinvolgimento di associazioni e amministrazioni locali. Il progetto si fonda sulla sostenibilità intesa come massima valorizzazione del territorio, per restituire un dividendo sociale alla comunità che produce il rinomato vino Docg Montefalco Sagrantino. Il progetto si rinnova ogni due anni con obiettivi e modalità differenti per contribuire ad avvicinare turisti, cittadini e appassionati di vino alle bellezze paesaggistiche e artistiche di un territorio unico.

“Il progetto ‘Caprai4love’ - spiega Marco Caprai - nasce con l’idea di ridare al territorio e ai suoi beni culturali una parte di quello che il vino del territorio è in grado di produrre. Nel caso nostro, il vino del territorio è il Sagrantino e la nostra icona culturale è il museo di San Francesco a Montefalco, così abbiamo pensato di restaurare una piccola parte degli affreschi grazie al contributo del nostro Sagrantino. E’ un’operazione che ha avuto questo primo grande step, ora stiamo pensando a un secondo step che sarà quello di restaurare, sempre all’interno di questo grande contenitore che è il Museo di San Francesco, un’altra opera che ha bisogno di essere aiutata per sopportare il peso del tempo”.

#caprai4love2019, infatti, è il nuovo progetto finanziato con la vendita di tre bottiglie ad edizione limitata di Montefalco Sagrantino Docg vendute con le etichette che riproducono le immagini dei Grandi francescani Petrarca, Dante e Giotto reinterpretate da un artista contemporaneo, il canadese Rick Rojnic. Il ricavato del progetto sarà utilizzato per finanziare il restauro dell’arco ligneo del Museo di San Francesco, un altro tassello fondamentale per la valorizzazione di questo importante luogo di cultura. “Per noi sostenibilità - afferma Marco Caprai - significa esaltare tutti i nostri valori, dalla natura alla cultura, dalla società al lavoro, dall’impresa al paesaggio, in un complesso armonico che si fonda sulla massima valorizzazione del territorio e della comunità in cui operiamo. Del resto, sono Montefalco e la sua comunità che ci donano il Sagrantino, e noi a Montefalco e alla comunità dobbiamo restituire un dividendo sociale”.

Proprio al lavoro e alle future generazioni guarda anche un altro progetto che vede l’azienda impegnata insieme con l’Its agroalimentare dell’Umbria per il settore vitivinicolo. Nei primi 3 anni di corso oltre 60 studenti hanno seguito lezioni in azienda e operato direttamente in vigneto e cantina. Oltre una decina di studenti sono stati poi assunti al termine del corso.

C’è poi tutto il fronte dei progetti di innovazione e sostenibilità. L’ultimo progetto di innovazione in ordine di tempo realizzato dalla Arnaldo Caprai ha avuto l’obiettivo di ottimizzazione le procedure di risposta a eventi meteorologici avversi per migliorare e accrescere la sicurezza, la produttività, la competitività e la sostenibilità del settore viticolo territoriale attraverso l’utilizzo, la valorizzazione, la combinazione e lo sfruttamento di conoscenze e tecnologie di gestione adattate al contesto degli operatori della filiera vitivinicola umbra. Il progetto Agroclim Technology ha realizzato un modello integrato di tecnologie di ultima generazione per rispondere alle principali emergenze che colpiscono i vigneti. In particolare, si è provveduto a sviluppare delle attrezzature integrate con un software di gestione (Dss) per ridurre i danni da attacchi fitosanitari (atomizzatore a recupero di prodotto a rateo variabile-brevetto Arnaldo Caprai), da gelate tardive (sistemi antibrina automatizzati) e da ondate di calore estive (impianti di irrigazione a rateo variabile).

L’utilizzo combinato delle tre tecnologie ha permesso di ridurre del 50% il consumo di fitofarmaci, preservare la produzione da temperature primaverili sotto lo zero ed effettuare irrigazioni di soccorso solo dove necessario (smart irrigation e pianificazione preventiva) con risparmi di oltre il 35% dei consumi di acqua. Proteggere le colture con la tecnologia e l’analisi dei big data è quindi la nuova vera sfida per preservare e valorizzare il reddito agricolo. È necessario passare da una difesa passiva a una difesa attiva, capace di preservare il valore della produzione di colture che, come la vite, possono esprimere prodotti dallo straordinario valore aggiunto.