Vino, a Chiara Lungarotti il premio Khail 2022 di Civiltà del bere

Image from askanews web site
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Milano, 11 lug. (askanews) - "Per l'infaticabile impegno nella promozione del vino italiano di pregio nel mondo" Chiara Lungarotti, amministratore delegato dell'azienda vitivinicola di famiglia di Torgiano (Perugia), ha ricevuto il Premio "Pino Khail 2022", assegnato da "Civiltà del bere" durante la manifestazione "VinoVip Cortina" organizzata in questi giorni dalla rivista del vino a Cortina d'Ampezzo (Belluno).

"Abbiamo deciso di assegnare il premio a Chiara Lungarotti non solo perché, da giovanissima, in anni difficili, ha preso in mano le redini dell'azienda guidandola con sicurezza e dimostrandosi un'innovatrice" ha spiegato il direttore di "Civiltà del Bere" ed idetore del premio, Alessandro Torcoli, aggiungendo "ma soprattutto perché la famiglia Lungarotti ha dato grande luce all'Umbria, un territorio che nell'immaginario internazionale è sempre stato visto come un po' timido e chiuso e che, grazie anche al suo prezioso contributo, si è fatto conoscere nel mondo".

"Sono molto felice di ricevere questo importante riconoscimento che premia non solo il mio impegno come produttrice ma anche quello della mia famiglia, con cui condivido la passione per questo bellissimo lavoro, e di tutto il team di collaboratori che mi supporta quotidianamente" ha dichiarato Chiara Lungarotti che è anche consigliere di Federvini e vicepresidente di Unione italiana vini, ricordando che "mio padre Giorgio è stato un grande innovatore ed è riuscito a disegnare l'Umbria sulla mappa mondiale del vino". "Ci ha lasciato un'eredità preziosa ma anche una grande responsabilità: quella di continuare a far crescere un'azienda che è riuscita a promuovere nel mondo le eccellenze enologiche del nostro territorio" ha continuato, aggiungendo "e noi, in un periodo di grandi sfide dal punto di vista dell'innovazione sia in vigna sia in cantina, abbiamo intrapreso con determinazione la via del rilancio puntando su una produzione sempre più sostenibile e cercando di trasmettere l'impronta della nuova generazione, senza mai tradire il carattere inconfondibile dei nostri vini iconici". "Guardiamo al futuro con ottimismo e pragmatismo - ha concluso Lungarotti - pronti a cogliere le nuove opportunità e ad affrontare le criticità, consapevoli di quanto il comparto del vino sia un volano fondamentale per l'economia nazionale e per la promozione del Made in Italy nel mondo".

Il premio, che ricorda il fondatore di "Civiltà del Bere", Pino Khail, è stato consegnato al termine del talk su "Le nuove competenze", ovvero il patrimonio di conoscenze indispensabili per i professionisti del vino, sia nell'ambito della produzione sia per la comunicazione e i servizi. Negli anni scorsi, il premio era stato assegnato al presidente Iw&Fi, Lucio Caputo (2011), a Lucio Tasca d'Almerita (2013), a Piero Antinori (2015), a Pio Boffa della Pio Cesare (2017), a Cesare Pillon (2019) e a Piero Mastroberardino (2019).

Lungarotti conta oggi circa 250 ettari di vigneti, dislocati tra la Tenuta di Torgiano (230 ha, certificata VIVA per la sostenibilità dal 2018) e quella di Montefalco (20 ha, a conduzione biologica dal 2010) dove si producono in tutto 29 etichette, tra cui alcuni dei più premiati vini rossi italiani.

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