Vino: Col di Corte medaglia d'oro al Challenge del Millésime Bio 2021

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Vino: Col di Corte medaglia d'oro al Challenge del Millésime Bio 2021
Vino: Col di Corte medaglia d'oro al Challenge del Millésime Bio 2021

Ancona, 15 mar. (Labitalia) – Su quasi 1.700 vini provenienti da dodici diversi paesi, sono otto i vini italiani premiati quest’anno con una medaglia d’oro al Challenge del Millésime Bio 2021, concorso internazionale di vini biologici dell’omonima Fiera che si tiene solitamente a Montpellier. Unico verdicchio marchigiano della zona dei Castelli di Jesi premiato con la medaglia d’oro è il vigneto di Tobia 2018 di Col di Corte, Montecarotto (Ancona). La cantina nata nel 2011 è da anni impegnata nella produzione di vini biologici e biodinamici. "In un momento così difficile per chi lavora con il settore horeca – dice Giacomo Claudio Rossi, presidente di Col di Corte – fa certamente piacere ricevere un riconoscimento, ancora di più se l’apprezzamento proviene dai francesi nei confronti dei quali, pur non avendone motivo, soffriamo di una sorta di complesso di inferiorità latente". Le Marche sempre di più si dimostrano tra le più apprezzate regioni italiane per la produzione di vini di qualità, ed il Verdicchio in particolare nelle due aree di produzione storica, quella dei Castelli di Jesi e quella di Matelica, si conferma come uno dei più interessanti vitigni italiani.

“Produciamo vino – racconta – con l’intenzione di offrire un alimento e non un prodotto che sia sano piacevole e di buona bevibilità. In un mondo in cui il modello industriale ha mostrato i suoi limiti, crediamo che sia l’artigianalità l’arma vincente". L’azienda ha dodici ettari di proprietà di cui circa 7 di verdicchio, 3 di Montepulciano, 1 di Sangiovese e 1 di Cabernet Sauvignon. E’ stata terminata la conversione al biologico a febbraio 2015 (sono certificati da ccpb) e come era nelle loro intenzioni si sono da subito spinti oltre il biologico. Hanno cominciato nel 2016 a fare trattamenti biodinamici dopo aver seguito un corso con Nicolas Joly e Stefano Bellotti (www.cascinadegliultivi.it) e da gennaio 2018 sono membri del consorzio Renaissance des Appellation e hanno cominciato la certificazione biodinamica con Demeter.

Dopo alcune prove di fermentazioni spontanee cominciate nel 2014 a giungo del 2015 hanno imbottigliato il nostro primo verdicchio fermentato con lieviti spontanei. Il vigneto di Tobia Verdicchio classico superiore 2015 (a cui tra l’altro dopo solo un mese dall’imbottigliamento la guida Vinibuoni d'Italia ha riconosciuto una stella d'oro ed è stato inserito nella pubblicazione ‘Vini da Scoprire' di Castagno, Gravina e Rizzari edito da Giunti). Dall’annata 2016 tutti i vini sono fermentati con i lieviti spontanei. “Ci piace il confronto con la natura – dice Giacomo Claudio Rossi presidente di Col di Corte – non con i ritrovati della tecnologia agronomica ed enologica. Per questo abbiamo messo sulle etichette dei nostri vini i simboli delle stagioni, che a seconda del loro andamento precedente la vendemmia, cambiano ogni anno. Questi simboli sono il nostro segno distintivo. Non vogliamo abbandonare la riconoscibilità del vino ma non vogliamo neanche farci guidare dal vino/prodotto/status symbol, visto che riconosciamo come vero valore solo il risultato del confronto tra uomo e natura e non tra uomo e ritrovato tecnologico. Esportiamo in Uk, Belgio, Usa (NY, MA), Giappone, Canada, Germania, oltre ad una piccola realtà di import in Cina. Nel 2017 il Vigneto di Tobia 2015 , è stato premiato con la medaglia di bronzo sempre al Millésimé Bio di Marsiglia".