Vino, il 26-27 febbraio la Valpolicella Annual Conference

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 17 feb. (askanews) - Dal controllo della temperatura in appassimento alla riscoperta del corvinone come vitigno resiliente, fino alla scelta della pergola per proteggere gli acini da un irraggiamento solare eccessivo e all'anticipazione dei tempi di pigiatura per Amarone e Recioto. Sono solo alcune delle risposte della Valpolicella ai cambiamenti climatici, tema che, insieme alle tendenze di consumo, incrocerà in maniera trasversale la Valpolicella Annual Conference in programma il 26 e 27 febbraio.

Una discussione anche attraverso i calici e oltre i confini per mettere a fuoco le strategie della denominazione, già in parte messe in atto con le modifiche al disciplinare di Amarone e Ripasso del 2019, in reazione ai cambiamenti climatici e alle fluttuazioni dei mercati. Cento gli stakeholder coinvolti, di cui 80 esteri, tra operatori del trade, esperti, Master of wine e stampa specializzata, in connessione da 25 Paesi target: dagli Emirati Arabi a Hong Kong, dalla Russia agli Stati Uniti, dal Giappone alla Germania.

Ad attenderli, 1200 i campioni di vino in degustazione, tra Amarone, Valpolicella e Ripasso (4 referenze per ciascun vino per ogni partecipante). Sono quasi 8.400 gli ettari vitati nei 19 comuni della Doc veronese Valpolicella, per la quale il Consorzio vanta oltre l'80% della rappresentatività. Nella provincia leader in Italia per export di vino, sono 2.273 i produttori di uve e 272 le aziende imbottigliatrici. Nel 2019 sono state prodotte circa 64 milioni di bottiglie, il giro d'affari medio complessivo è di circa 600 mln di euro annui di cui 350 mln stimati solo per l'Amarone.