Violenza in casa di riposo a Palermo, il video incastra gli operatori

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Non si placano i maltrattamenti ai danni dei più anziani. Gesti ignobili e irrispettosi, che ledono la dignità umana e la fragilità delle persone più bisognose di cure e di affetto. Dal 2013 al 2018 oltre 1.000 le vittime accertate, 3.000 gli episodi di violenza denunciati. Le stime calcolate da Fipac Confesercenti testimoniano numerose situazioni di degrado: truffe, violenze, abusi psico-fisici sono fenomeni molto frequenti nelle strutture che accolgono gli anziani. L’ultima notizia arriva dalla Sicilia: ancora violenza in una casa di riposo di Palermo.

Violenza in una casa di riposo di Palermo

Negli ultimi anni, in accordo con il ministero della Salute, i carabinieri stanno portando avanti un’intensa attività di controllo sul territorio nazionale. Il bilancio finale è impietoso.

Tra gennaio 2017 e agosto 2018, il 29% delle strutture controllate dai Nas è risultato non conforme. Su 3.392 residenze in cui i carabinieri hanno effettuato i dovuti controlli, 971 sono state ritenute inadeguate. Nel Palermitano, inoltre, a novembre 2019, due operatrici sanitarie, dipendenti di una casa di riposo di San Giuseppe Jato, sono finite in manette. Le due, infatti, sono state ritenute responsabili di gravi violenze fisiche e psicologiche ai danni degli anziani ospiti della struttura sanitaria. Presa di mira in particolare una 76enne ospite della casa di riposo. A far scattare l’allarme erano stati i familiari della vittima.

L’ultimo caso è stato scoperto dalla polizia in una comunità alloggio di Palermo, Anni Azzurri, con sede in Via Benedetto Marcello. Un 84enne, invalido grave, sarebbe stato più volte imbavagliato e picchiato, perché considerato “troppo lamentoso”. Per il momento, sui 5 indagati grava l’accusa di maltrattamenti aggravati. Su disposizione del gip di Palermo, gli agenti hanno eseguito la misura cautelare di divieto di dimora degli indagati nei Comuni di Palermo, Altofonte, Belmonte Mezzagno, Ficarazzi, Monreale, Misilmeri, Villabate e Bagheria.

Le indagini

Nell’arco di tre mesi, tra continui monitoraggi e intercettazioni audio e video, la polizia ha registrato più di 100 episodi di condotte vessatorie, denigratorie, lesive della dignità umana. Non sono mancate neppure le percosse, tanto da generare uno stato di soggezione nell’anziano. Gli operatori sanitari lasciavano spesso da solo l’ottantaquattrenne piuttosto che accompagnarlo in bagno. Impassibili persino di fronte alle sue lacrime.

Gli indagati appartengono a un unico nucleo familiare. Le 5 persone, infatti, sarebbero parenti del titolare della struttura, il quale nella gestione dell’attività era affiancato da padre, madre e fratello. Indagata anche una badante, che lavorava in nero nella struttura. La donna era in servizio soprattutto durante le notti. Quest’ultima, inoltre, era beneficiaria del reddito di cittadinanza, una condizione che aggraverebbe la sua posizione.