Violenza donne è emergenza: arriva l'app MyTutela anti stalker

Roma, 28 nov. (askanews) - Una ogni 15 minuti, 88 violenze subite ogni giorno dalle donne in Italia. Un dato che allarma e che deve far riflettere perché come sostiene il Presidente Mattarella "la violenza sulle donne è una vera e propria emergenza pubblica". E lo è ancor di più oggi in un mondo completamente digitalizzato che ha spianato la strada al cyber stalking, il grave fenomeno della persecuzione tecnologica che dalla vita reale sfocia in quella virtuale.

Per affrontare questi temi e per diffondere 'MyTutela' un'app unica al mondo per archiviare ogni traccia delle molestie subite, HiTalk ha ideato 'Never Again' un incontro con esperti di diversi settori che hanno fornito consigli e suggerimenti pratici su come difendersi. Un confronto approfondito da cui è emerso un messaggio importante: violenza non è solo uccidere, ma anche girare la faccia. L'indifferenza può uccidere.

A parlare di una vera e propria emergenza è stata Maria Monteleone, Sostituto procuratore e Capo del Pool Antiviolenza della Procura di Roma. Una piaga che miete sempre più vittime tra donne giovanissime, spesso minorenni che subiscono violenza ad opera di uomini a loro vicini: fidanzati, mariti, ex compagni.

E giovanissima era Sara. Una ragazza romana di soli 22 anni uccisa e bruciata dall'ex fidanzato. Una tragedia testimoniata con forza e coraggio dalla mamma Concetta Raccuia che ha deciso di trasformare la sua vicenda personale in una battaglia per salvare altre giovani ragazze dal femminicidio.

"Insieme a delle donne meravigliose che mi sostengono e mi danno la forza perché da sola non avrei potuto fare nulla, con il loro consiglio e il loro supporto abbiamo dato vita a questa associazione, Cassandra D che si occupa di stare vicino alle donne vittime di violenza e bullismo", ha raccontato.

"Per me è una grande spinta - ha detto ancora la mamma di Sara - è indispensabile avere la possibilità tutte le mattine di trovare la forza di vivere dignitosamente in memoria di Sara".

Nunzia Ciardi, Capo della Polizia Postale, ha approfondito il fenomeno sempre più diffuso del cyber stalking: "Il cyber stalking - ha spiegato - è la versione tecnologica di questa persecuzione che avviene nella vita reale e non solo virtuale. Purtroppo la tecnologia che presenta tanti vantaggi in questo campo per una donna può essere molto molto pesante. Ci sono degli studi che ci dicono che molto spesso la tecnologia viene usata contro le donne per controllarle in maniera ossessiva e continua perché ovviamente se il controllo fisico ha dei limiti il controllo tecnologico non ne ha. Ci sono addirittura donne che denunciano di avere app spia, di avere una geolocalizzazione continua da parte dello stalker. E' uno strumento molto potente in mano di chi effettua questo tipo di persecuzione. Per cui è particolarmente incisivo, particolarmente grave, particolarmente opprimente per una donna".

Da tutto questo ci si difende innanzitutto denunciando e utilizzando gli strumenti che la legge mette a disposizione. Oggi però arriva uno strumento nuovo, un'app, 'MyTutela', che rappresenta un alleato importantissimo nella fase di denuncia alle autorità giudiziarie. L'app, ha spiegato Marco Calonzi informatico forense, registra e archivia sms, whatsapp, mail, foto e telefonate provenienti da un numero telefonico messo sotto osservazione. E a breve sarà anche in grado, grazie all'intelligenza artificiale, di segnalare situazioni di imminente pericolo. 'MyTutela' si scarica da Google play ed è gratuita.

Un appello, infine, è arrivato dalla psicologa e criminologa Susanna Loriga, che ha spiegato come riconoscere situazioni a rischio e quali atteggiamenti adottare per prevenire le personalità maschili narcisistiche e ha inviato ad andare avanti nella battaglia di sensibilizzazione.

"Penso che oggi - ha sottolineato - sia una giornata importante però noi ribadiamo che agiamo tutti i giorni dell'anno. Oggi però è importante per far capire i risultati ottenuti e continuare a sensibilizzare perché non basta mai e la battaglia va fatta principalmente a livello culturale e non soltanto con strumenti giuridici".