Violenza donne, ActionAid: anche le aziende siano protagoniste

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Milano, 24 nov. (askanews) – La violenza contro le donne è un fenomeno sociale da affrontare collettivamente e anche il mondo aziendale ha il dovere di agire per creare un luogo inclusivo e sicuro e per chiedere alla politica misure di promozione dell’empowerment socio-economico delle donne. Di questo si è parlato al Meet di Milano nel corso di un incontro promosso da ActionAid che ha visto la partecipazione di rappresentanti di aziende e società civile.

“Qui in Italia – ci ha detto Katia Scannavini, Vice Segretaria generale di ActionAid Italia – siamo convinti che combattere la violenza contro le donne significa dare loro diritti economici e civili, significa dare un reddito, un lavoro sicuro e dare una casa. Quello che per noi è fondamentale è lavorare a 360 gradi con tutti gli attori che sono presenti nel territorio, quindi anche le aziende, che hanno un ruolo fondamentale e possono essere protagoniste per lottare e prevenire la violenza contro le donne”.

In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne ActionaAid, che si occupa anche di questo tema in 45 Paesi nel mondo, ha lanciato la campagna #FreeNotFreezed, cha ha ispirato un’esperienza nel Metaverso nella quale si è potuto rivivere il percorso che si trovano ad affrontare le donne che escono dalle situazioni di violenza.

“Violenza domestica e violenza di genere – ci ha detto l’autrice e attivista Giulia Blasi – sono un problema collettivo, non dobbiamo trattarlo assolutamente come un problema individuale quindi anche le aziende sono coinvolte, perché le aziende sono attori sociali e hanno il dovere di intervenire su questo tema. Il lavoro più grande è cambiare completamente il sistema socio-economico che si nutre di sfruttamento, per cui noi abbiamo bisogno di sfruttare le donne, di tenere le donne in una forma di oppressione, come tutte le figure fragili”.

Il tema diventa quindi quello di “educare gli uomini” per superare la stessa idea della violenza che dagli uomini parte. E si tratta di un problema che riguarda tutti. “Il tema della violenza sulle donne – ci ha spiegato Corinna De Cesare, giornalista e fondatrice di The Period – è ancora percepito come un fenomeno lontano, distante da noi. In realtà è la cosa più democratica che esiste e che intreccia qualsiasi classe sociale. Bisogna lavorare sulla rappresentazione che c’è stata negli anni sulla violenza sulle donne attraverso i media per esempio. Perché i casi che arrivano sui giornali o in tv ce li fanno apparire invece lontani invece noi viviamo nella cultura della violenza e fino a quando questa percezione non diventa collettiva è complicato lavorarci”.

Le aziende sono quindi invitate a farsi portavoce di un cambiamento anche al loro interno, attuando azioni di welfare che rendano i luoghi di lavoro sicuri, inclusivi e non discriminanti. Il settore imprenditoriale è ancora molto patriarcale e ha delle caratteristiche che facilitano la vita agli uomini e la rendono molto più complessa alle donne. E una delle strade per cominciare a uscire da questa situazione ormai intollerabile è lavorare su politiche ugualitarie per superare la discriminazione e il sessismo, anche nella cultura aziendale.

“Il percorso è ancora lungo – ha concluso Katia Scanavini – ma ci sono tante aziende sensibili, pronte, che ci stanno accompagnando non solo come ActionAid, ma anche come società civile in un percorso che sia in grado di rispondere ai veri diritti, economici e sociali delle donne”.