Violenza donne, Actionaid: gravi ritardi su fondi, centri a rischio -3-

Red

Roma, 19 nov. (askanews) - Il monitoraggio di ActionAid ha previsto quest'anno anche due focus territoriali su Lazio e Lombardia per ricostruire anche il sistema locale di gestione delle risorse. A fronte di sistemi di governance e di gestione delle risorse differenti, il report ha messo in evidenza problematiche comuni: innanzitutto, la non rispondenza tra la programmazione regionale dei fondi e i bisogni dei territori; in secondo luogo, l'inefficace sistema di erogazione dei fondi che prevede la liquidazione delle risorse statali ai centri antiviolenza e alle case rifugio solo dietro presentazione della rendicontazione delle spese sostenute.

Di fronte al quadro complessivo emerso dal rapporto, ActionAid ritiene fondamentale che tutte le amministrazioni pubbliche coinvolte nella gestione dei fondi antiviolenza si impegnino a programmare, assegnare e liquidare tempestivamente i fondi agli enti beneficiari.

Tra le raccomandazioni più puntuali, al Dipartimento per le Pari Opportunità, ActionAid chiede di emanare rapidamente il decreto di ripartizione dei fondi 2019; di modificare la legge 119 preferendo non più una ripartizione annuale delle risorse ma pluriennale, per garantire continuità di intervento sui territori e alleggerire i procedimenti amministrativi; di effettuare un'analisi periodica approfondita dei bisogni territoriali e dei costi sostenuti dai centri antiviolenza e dalle case rifugio per consentire una migliore programmazione. Alle Regioni ActionAid raccomanda di accelerare l'erogazione dei fondi delle precedenti annualità; di istituire sedi di confronto e consultazione tra gli attori coinvolti nella rete di assistenza e protezione locale per basare la programmazione delle risorse sui bisogni reali dei territori; di assicurare che la pianificazione degli interventi e tutte le procedure amministrative mettano al centro le donne e i loro bisogni, tutelando i loro diritti, la loro sicurezza e privacy. Agli enti locali ActionAid chiede di garantire un sistema di erogazione dei fondi puntuale che preveda il pagamento anticipato di una parte o del totale delle spese sostenute dai centri per garantire la sostenibilità degli enti gestori e, di conseguenza, una maggiore tutela delle donne assistite e delle stesse operatrici.