Violenza donne, Actionaid: gravi ritardi su fondi, centri a rischio -2-

Red

Roma, 19 nov. (askanews) - Nel dettaglio, per il biennio 2015-2016, la percentuale di risorse liquidate dalle Regioni ai centri antiviolenza e alle case rifugio è di circa il 63%, pari a circa 11 milioni rispetto ai 18 previsti (ad ottobre 2018 la percentuale era al 25,9%). A distanza di tre anni dall'emanazione del decreto per la ripartizione dei fondi (25 novembre 2016), solo quattro Regioni (Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio e Valle d'Aosta) hanno liquidato totalmente le risorse.

Per quanto riguarda il 2017, le Regioni hanno liquidato ad oggi solo il 34% del totale delle risorse, ovvero circa 4 milioni a fronte dei 12,7 stanziati. Anche in questo caso, le lentezze sono evidenti: il decreto della Presidenza è stato emanato il 1° dicembre 2017, pubblicato in Gazzetta Ufficiale sette mesi dopo, mentre le risorse sono state trasferite dal Dipartimento Pari Opportunità alle Regioni solo tra ottobre e dicembre 2018. Nonostante il grave ritardo con cui i fondi sono giunti nelle casse regionali, alcune Regioni sono riuscite in tempi brevi a programmare, assegnare e liquidare il primo acconto a enti locali e del privato sociale. È il caso di Liguria, Marche, Molise e Umbria.

Il quadro non migliora nel caso dei fondi 2018: dei 20 milioni di euro stanziati al momento ne risultano effettivamente erogati solo 77 mila euro, ovvero lo 0,39% del totale (di fatto soltanto la Regione Molise ha liquidato una quota dei fondi assegnategli). I ritardi si intrecciano a ogni livello: il decreto di ripartizione è stato emanato a novembre del 2018, e l'effettivo trasferimento delle risorse alle Regioni è avvenuto a partire da luglio del 2019. Situazione che sembra destinata a ripetersi anche per il 2019: a due mesi dalla fine dell'anno, il decreto per la ripartizione dei fondi non risulta ancora emanato.

Se da un lato, ritardi e burocrazia impediscono che le risorse arrivino nei tempi previsti e rischiano di far chiudere in alcuni territori le strutture di supporto ed accoglienza, la situazione non è migliore per quel che riguarda l'accessibilità di atti pubblici e informazioni. Secondo un indice elaborato da ActionAid proprio per valutare il livello di trasparenza degli atti regionali di programmazione e liquidazione dei fondi (con un valore da 0 a 29), che prende in esame l'annualità 2017, il punteggio medio delle Regioni, pur registrando un lieve miglioramento rispetto al rapporto dello scorso anno, si ferma a 15.3 punti. La Regione Marche, con 27 punti su 29, risulta la Regione con il più alto livello di trasparenza, seguita da Veneto con 25 e Umbria con 23. Sicilia e Molise hanno migliorato il loro grado di trasparenza rispetto al 2018, passando rispettivamente da 10 a 12 e da 8 a 16 punti, così come la Basilicata passata da 0 a 7 punti. Passi indietro invece per la Campania e la Valle d'Aosta a causa dell'irreperibilità degli atti. Nessuna Regione ha ottenuto comunque il punteggio massimo, che equivale ad un accesso completo alle informazioni sull'utilizzo dei fondi.(Segue)