Violenza donne, Asl Rm6: dal Codice rosso a nuove linee... -2-

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Roma, 25 nov. (askanews) - In questi anni - è Stato ricorfato durante l'incontro all'ospedale dei Castelli - alcune caratteristiche del fenomeno sono cambiate, le donne che si rivolgono ai Centri sono adulte, con venti o trent'anni di matrimonio, con un livello culturale medio-alto e con una situazione economica stabile. Ciò in parte sconfessa lo stereotipo della donna vittima di violenza, giovane, di ceto basso, con pochi strumenti psicologici e personali per uscire dal circuito delle vessazioni. Emergono altresì, sempre più spesso, dinamiche nuove: figli che maltrattano i genitori anziani per estorcere denaro o imporre decisioni. "Nei Consultori familiari aziendali invece", ha detto Narciso Mostarda, Direttore generale della ASL Roma 6, "tendenzialmente la presa in carico viene chiesta da donne che stanno cercando di avviare una separazione, ma sentono forte il ricatto economico o psicologico circa l'assegnazione dei figli. Inoltre in quest'ambito è molto importante, oltre all'attività dei Pronto soccorsi, l'avvio di un progetto specifico della ASL Roma 6, che attiverà un'équipe di psicologi dedicati al trattamento di minori che hanno subito abusi e maltrattamenti (come previsto dal DCA 165/2019). Si tratta del più recente provvedimento della nostra ASL, che sin dal 2013 ha messo in campo procedure operative per contrastare la violenza su donne e bambini". "Per essere davvero efficaci è fondamentale fare rete e l'iniziativa di oggi va esattamente in questa direzione", ha detto Eleonora Mattia (Pd), Presidente della IX Commissione Pari opportunità della Regione Lazio, che aggiunge: "L'impegno deve essere costante, 365 giorni l'anno, e sono davvero contenta di poter contare sul grande protagonismo delle associazioni delle donne che, con i centri di ascolto e i centri anti violenza, svolgono un ruolo determinante che stiamo cercando di valorizzare e sostenere". "Quella di oggi deve essere una giornata di riflessione", ha sottolineato Francesco Prete, Procuratore della Repubblica di Velletri. "È necessario che anche noi, nel territorio dei Castelli, ci confrontiamo su ciò che è stato fatto per contrastare il fenomeno della violenza su soggetti vulnerabili, donne e bambini, per valutare insieme le ricadute delle iniziative prese nel corso di quest'anno, a cominciare dall'apertura di tre centri antiviolenza sul territorio. Occorre chiederci perché, nonostante l'enorme impegno corale, il fenomeno non tenda a ridimensionarsi: quest'anno abbiamo ancora registrato fatti di sangue violenti e brutali. Quattro omicidi e tre tentati omicidi sono troppi e sono difficili da comprendere. Non dobbiamo fermarci, ma interrogarci ancora una volta sui limiti e sui punti di forza delle nostre azioni di prevenzione, continuando a studiarne di nuove". Dunque nuove procedure operative, ancora più specifiche ed efficaci, anche dalla ASL Roma 2, investita del ruolo di capofila regionale per il contrasto agli abusi sulle donne: "Abbiamo attivato un gruppo di lavoro composto da operatori degli Ospedali, dei Consultori, della Medicina Legale e dal DPO", ha spiegato Flori Degrassi, Direttore generale della ASL Roma 2, "con il supporto di Magistrati e Forze dell'ordine ed avvalendoci delle Associazioni di volontariato per la tutela delle donne e di giuristi. Il team si è riunito per un anno e ha prodotto procedure operative sulla prevenzione, il contrasto e la presa in carico multidisciplinare delle vittime della violenza di genere. In questo periodo è stata realizzata una formazione sul campo per promuovere, presso gli operatori, la cultura sul problema. Questa è l'unica arma per ridurre i reati e restituire alla donna il suo ruolo di persona, in modo che non si senta più solo una vittima". Presente anche Rosalia Spallino, Dirigente dell'Ufficio regionale scolastico per il Lazio, che ha testimoniato il grande impegno da parte degli istituti scolastici: tantissimi, infatti, sono gli studenti e le studentesse impegnati in questi giorni in attività di informazione e in laboratori, finalizzati ad assumere consapevolezza su questo fenomeno drammatico. Forte è anche il sostegno del corpo docente, che con attenzione e sensibilità costruisce costantemente percorsi di educazione alla relazione e affettività.