Violenza, povertà, diseguaglianze: il grido di dolore dei vescovi brasiliani

FABIO TEIXEIRA / NURPHOTO / NURPHOTO VIA AFP

AGI - La grave crisi sanitaria determinata dal Covid 19 "ha trovato il nostro Paese avvolto in una complessa e sistemica crisi etica, economica, sociale e politica, che ci aveva già sfidato ben prima della pandemia, facendo esplodere le disuguaglianze strutturali radicate nella società brasiliana", scrivono i vescovi del Brasile nel loro messaggio inviato al termine della prima fase della loro Assemblea Generale.

"Il quadro attuale è molto grave. Il Brasile non sta andando bene!" denunciano i vescovi, in un documento rilanciato dalla Fides, ricordando la fame e l'insicurezza alimentare del "secondo esportatore alimentare al mondo", l'alto tasso di disoccupazione e di lavoro informale, lo sfruttamento e il degrado della casa comune, la mancanza di rispetto per i diritti dei popoli indigeni, la persecuzione e la criminalizzazione dei leader socio-ambientali, "la fragilità delle azioni per combattere i crimini contro l'ambiente e i disastrosi progetti parlamentari contro la casa comune".

Tutto questo sfocia "in una violenza latente, esplicita e crescente nella nostra società", in un clima "di tensione e violenza nel quale viviamo, in campagna e nelle città". "La liberalizzazione e l'avanzamento dell'attività mineraria nelle terre indigene e in altri territori, la flessibilità del possesso e del porto di armi, la legalizzazione del gioco d'azzardo, il femminicidio e la repulsione dei poveri, non contribuiscono alla civiltà dell'amore e feriscono la fratellanza universale".

I Vescovi quindi auspicano che, davanti a questo scenario, i governanti "promuovano grandi e urgenti cambiamenti, in armonia con i poteri della Repubblica, tenendo conto dei principi e dei valori della Costituzione del 1988". Chiedono che "non sia consentita la perdita dei diritti dei lavoratori e dei poveri, che sono la maggioranza del popolo brasiliano", e che non prevalga la logica del confronto "che minaccia lo stato democratico di diritto e le sue istituzioni, trasformando gli avversari in nemici".

In questo contesto "di incertezza e radicalismo" andremo quest'anno a votare, ricorda ancora il messaggio, sottolineando che il voto "determinerà il progetto nazionale che vogliamo" e chiedendo "l'esercizio della cittadinanza, con una partecipazione politica consapevole, capace di promuovere 'la buona politica', come ci dice il Papa Francesco".

Di fronte ai "tentativi di rottura dell'ordine istituzionale, oggi apertamente propagati", i Vescovi ammoniscono che "turbare il processo politico, fomentare il caos e incoraggiare azioni autoritarie non è assolutamente nell'interesse del popolo brasiliano", e mettono in guardia su due pericoli: la manipolazione religiosa, adottata sia da alcuni politici che da alcuni religiosi, e le fake news, che diffondendo menzogne e odio, mettono a rischio la democrazia brasiliana.

I vescovi invitano quindi l'intera società brasiliana "a partecipare alle elezioni e a votare con coscienza e responsabilità", scegliendo i progetti dei candidati impegnati nella difesa integrale della vita, in ogni sua tappa, senza dimenticare i diritti umani e sociali e la nostra casa comune.

"Tutti i cristiani sono chiamati a preoccuparsi di costruire un mondo migliore, attraverso il dialogo e la cultura dell'incontro, nella lotta per la giustizia e la pace". Esprimendo soddisfazione per i tanti gesti di solidarietà delle diverse comunità brasiliane in occasione della pandemia e dei disastri naturali, i Vescovi esortano infine a proseguire su questa strada, nell'impegno comune per la vita, per la terra, per la casa e per il lavoro, "lasciandosi guidare dalla speranza e dal desiderio di una società giusta e fraterna".

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