Violenza su donne: Lombardia, in lockdown +25% chiamate a numero emergenza

Violenza su donne: Lombardia, in lockdown +25% chiamate a numero emergenza

Milano, 21 lug. (Adnkronos) – Rispetto al 2019, nel periodo 1 marzo-16 aprile le donne vittime che si sono rivolte al numero antiviolenza 1522 sono aumentate in Lombardia del 25%. E' quanto emerge da una relazione esaminata e illustrata al consiglio regionale della Lombardia dal Comitato paritetico di controllo e valutazione, presieduto da Barbara Mazzali (FdI). "Il Comitato valuta positivamente il fatto che la relazione contenga un focus specifico sui percorsi di autonomia abitativa ed inserimento lavorativo delle donne prese in carico dai centri antiviolenza e le iniziative di sensibilizzazione, prevenzione e formazione avviate. Un tema che continueremo a monitorare, cercando anche di sensibilizzare il mondo del lavoro”, ha sottolineato Mazzali.

Le donne che in Lombardia nel 2019 si sono rivolte ad un centro antiviolenza sono 6545 come nuovi contatti, più del doppio rispetto al 2013. Le nuove prese in carico hanno riguardato per circa il 44% dei casi donne residenti in provincia di Milano e Brescia. Hanno ricevuto ospitalità 295 donne, la maggior parte residenti in provincia di Milano (33%), Varese (12%) e Brescia (11%): circa il 45% delle donne ha al seguito figli minori. Aumenta, inoltre, il numero delle donne che, a conclusione del percorso, si allontana dal maltrattante (79% nel 2019), grazie anche all’acquisizione dell’autonomia economica (66% nel 2018) e abitativa (raggiunta nel 66,4% dei casi).

Per quanto riguarda i servizi, sono 67 i soggetti giuridici iscritti all’albo dei centri antiviolenza, delle case rifugio e delle case d’accoglienza. In crescita il numero dei centri antiviolenza, complessivamente 50 in convenzione con gli enti capofila, a cui si aggiungono 49 sportelli decentrati) e le case rifugio (117 convenzionate). Delle 5176 donne accolte dai servizi, circa l’82% ha beneficiato di colloqui e circa il 72% di ascolto telefonico. Per quanto riguarda, invece, le 2820 donne prese in carico, quasi il 45% ha usufruito del servizio di consulenza legale, mentre il 34% di quello psicologico.

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