Violenza su operatori sanitari, Fiaso: ripensare luoghi cura -2- (rpt)

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Roma, 22 gen. (askanews) - "FIASO condivide pienamente l'analisi e lo spirito che hanno condotto il legislatore a promuovere il Ddl. La Federazione è impegnata da tempo nel richiamare l'attenzione su questa criticità, che rischia di mettere in discussione la serenità dei nostri operatori più esposti, monitorando il fenomeno e formulando proposte di intervento", ha dichiarato il vicepresidente della Federazione Giovanni Migliore.

"La violenza nei confronti degli operatori sanitari mette a rischio un diritto costituzionalmente garantito, la tutela della salute, che le Aziende si impegnano ad assicurare ogni giorno a milioni di cittadini. Le Asl - ha concluso Migliore - si stanno dotando, progressivamente, di protocolli di comportamento rigorosi e di task force multidisciplinari, che puntano a mettere in sicurezza i luoghi di lavoro e a prevenire, per quanto possibile, gli episodi di violenza nei confronti degli operatori, oltre che garantire supporto psicologico e legale ai dipendenti vittime di episodi di questo genere. Gli effetti di queste misure e di quelle previste dal Ddl in discussione alla Camera, dopo l'approvazione da parte del Parlamento, garantiranno agli operatori sanitari l'esercizio della loro professione all'interno di luoghi più sicuri, contribuendo al rispetto dei diritti di questi lavoratori e alla tutela del diritto alla salute".

Fra le proposte della Federazione, anche il lancio di iniziative di comunicazione pubblica sul fenomeno delle aggressioni, che mirano a coinvolgere e sensibilizzare i cittadini sul valore del lavoro dei professionisti sanitari per la tutela del bene salute, nella convinzione che si debba intervenire su più fronti e aumentare la consapevolezza della opinione pubblica su un tema così rilevante per la vita delle strutture sanitarie.