Violenza sulle donne, Bocci (Pd): Regione Lombardia faccia di più

Red-Alp

Milano, 25 nov. (askanews) - La Regione Lombardia faccia di più per contrastare la violenza sulle donne. Lo chiede il Pd con la consigliera regionale Paola Bocci, in occasione della giornata internazionale di sensibilizzazione sui femminicidi e sulla violenza di genere.

"I dati sulla violenza di genere dicono che l'emergenza non tende a diminuire e che ancora non si è presa coscienza fino in fondo di quanto siano profonde le sue radici" ha dichiarato la consigliera dem, ricordando che "la Lombardia, purtroppo, ha il triste primato di pagare il prezzo più alto in Italia in termini di femminicidi".

"Occorre un serio impegno sulla prevenzione, sull'educazione al rispetto e all'uguaglianza tra i generi, a partire dalle scuole dei più piccoli, e creare opportunità di indipendenza economica e di lavoro che consentano alle donne vittime di prevaricazione e violenza di essere più forti e di avere la possibilità di ricostruirsi una vita" ha proseguito, sottolinendo che "è infatti significativo che delle vittime di abuso in Lombardia più del 40% sia disoccupata". "Molto va ancora fatto anche per sostenere le vittime di violenza: i centri anti-violenza, che coinvolgono sia volontarie che professioniste, fanno un lavoro fondamentale e prezioso, portando attenzione, ascolto e competenza, e vanno tutti egualmente riconosciuti e sostenuti con più convinzione e impegno finanziario, visto che oggi la Regione, di suo, investe poco più del solo comune di Milano" ha continuato Bocci, evidenziando che "il gruppo del Pd in Regione continuerà a chiedere come sempre, in sede di bilancio, di destinare in tempi più brevi ai comuni e alle reti antiviolenza le risorse statali, di incrementare gli investimenti regionali in prevenzione, accoglienza, protezione, autonomia abitativa e inserimento lavorativo, e interventi sui soggetti maltrattanti; oltre all'attuazione, con risorse adeguate, della nostra proposta di istituzione del fondo regionale destinato agli orfani dei femminicidi e all'attivazione di un fondo di solidarietà regionale per coprire spese di assistenza legale, che spesso le vittime non possono permettersi".