Violenze nel carcere S.M. Capua Vetere, chiesti 107 rinvii giudizio

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Image from askanews web site
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Napoli, 26 apr. (askanews) - E' stato chiesto il rinvio a giudizio per le 107 persone, agenti della polizia penitenziaria e funzionari del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria, finite nell'inchiesta sulle presunte violenze nel carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) dell'aprile del 2020. La richiesta è avvenuta oggi nel corso dell'udienza preliminare davanti al gup Pasquale D'Angelo, della Procura di Napoli. Sono 108 gli indagati, per una sola persona è stato chiesto il proscioglimento poiché avrebbe dimostrato la sua assenza dal carcere in quel frangente. Le accuse a vario titolo, sono di reati di abuso di autorità, tortura, lesioni e falso in atto pubblico. La prossima udienza è prevista il 10 maggio.

"Si è conclusa stamattina la requisitoria dei pubblici ministeri che, giustamente hanno chiesto il rinvio a giudizio di tutti gli imputati, 108, tranne uno solo che è risultato non presente al momento dei fatti", ha commentato in una nota Samuele Ciambriello garante campano dei detenuti, sottolineando: "Si tratta di una ulteriore conferma della fondatezza delle nostre denunce e della volontà determinata di riaffermare il principio di giustizia. Violenze a freddo, un uso smisurato e insensato della forza". "Nelle prossime settimane - ha aggiunto il Garante - ci saranno gli interventi degli avvocati, tra cui quello dell'avvocato Francesco Piccirillo costituito parte civile in difesa del mio ufficio di Garante regionale per le persone detenute. La prossima udienza è fissata per il giorno 10 maggio".

"Noi abbiamo sempre sostenuto che il principio fondamentale del diritto penale è che la responsabilità è soggettiva, per cui processi mediatici non bisogna farli e se qualcuno ha sbagliato sicuramente dovrà risponderne", così ad Askanews Donato Capece Segretario generale del Sappe (Sindacato autonomo polizia penitenziaria). "Io ritengo che si è fatto molto clamore su dei fatti che sono capitati, pertanto - conclude Capece - non bisogna fare di tutta un'erba un fascio, ci sono responsabilità individuali e sarà il processo ad individuare le eventuali responsabilità dei singoli, quindi vedremo".

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