Viri probati, Sinodo Amazzonia: no a ripensamento natura sacerdozio

Red/Gtu

Roma, 7 ott. (askanews) - I vescovi riuniti nel sinodo sull'Amazzonia hanno parlato anche dei viri probati, ovvero l'ordinazione sacerdotale di uomini sposati di provata fede come una possibilità per assicurare alle comunità in Amazzonia di ricevere i sacramenti. Il sinodo ha riconosciuto la "necessità legittima" di assicurare i sacramenti ma - come riporta Vatican News in una sintesi dei lavori - è una necessità che "non può condizionare un ripensamento sostanziale della natura del sacerdozio", piuttosto "è stata suggerita una pastorale vocazionale tra i giovani indigeni" per favorire l'evangelizzazione.

Durante il sinodo, infatti, "qualche intervento si è soffermato sulla questione dei così detti viri probati, descritta dal Documento di lavoro sinodale come una delle proposte per assicurare frequentemente i Sacramenti, là dove la carenza dei sacerdoti è particolarmente spiccata: si tratta di una necessità legittima - si è detto in Aula - ma che non può condizionare un ripensamento sostanziale della natura del sacerdozio e del suo rapporto con il celibato, previsto dalla Chiesa di rito latino".

"Piuttosto - riferisce Vatican News - si è suggerita una pastorale vocazionale tra i giovani indigeni, così da favorire l'evangelizzazione anche delle zone più remote dell'Amazzonia, affinché non si creino 'cattolici di prima classe' che possono accostarsi facilmente all'Eucaristia e 'cattolici di seconda classe', destinati a rimanere senza il Pane di Vita anche per due anni di seguito".