Virus, Burioni: "Un caso di trasmissione senza sintomi"

webinfo@adnkronos.com

"E' già stato descritto, in un articolo sul 'New England Journal of Medicine', un caso di trasmissione da una paziente asintomatica del nuovo coronavirus. Non possiamo dire né che ciò sia raro, né che sia la norma. Ma non stupisce: si tratta di una strategia dei virus per diffondersi di più. Il morbillo, ad esempio, è già contagioso 2 giorni prima dei sintomi". A dirlo all'AdnKronos Salute è il virologo Roberto Burioni, che chiama in causa la stessa ricerca citata dallo scienziato Anthony Fauci, direttore dell'Istituto nazionale Usa per le allergie e le malattie infettive. 

"Come si legge nello studio, in Germania è stata descritta una trasmissione da una paziente asintomatica: è partita in aereo e stava bene. Inoltre su 'Lancet' un altro articolo sottolinea la preoccupazione per questo tipo di trasmissione. In generale il tempo medio di incubazione sembra essere di 5-7 giorni - aggiunge Burioni - ma sembra possa arrivare fino a 10 giorni. Ecco perché la quarantena dura 2 settimane. La vera difficoltà - insiste - è rappresentata proprio dai casi asintomatici, pazienti che ancora non hanno sviluppato o non svilupperanno i sintomi". Ma c'è anche altro a preoccupare il virologo: "L'allarme del virus sviluppatosi a Wuhan in Cina ha, purtroppo, ingenerato diffidenza e a volte anche razzismo verso le comunità cinesi italiane. Con un piccolo gesto oggi abbiamo cercato di smorzare i toni". Roberto Burioni e il collega Nicasio Mancini, infatti, hanno deciso di pranzare al ristorante cinese. Un'esperienza che Burioni descrive in un post su Facebook. 

"In questi giorni ci avete sentito ribadire più volte come sia assolutamente necessario evitare, e men che meno discriminare, gli italiani di origine cinese e più in generale tutti i cinesi che vivono nel nostro Paese. La situazione non è cambiata nemmeno dopo la conferma di ieri dei primi due casi di coronavirus in Italia", assicura il virologo. 

"Solo parole digitate su una tastiera? No e per dimostrarvelo ecco una foto della nostra pausa pranzo di oggi. Il vero rischio che abbiamo corso è, forse, quello di aver sovraccaricato il nostro fegato, ma non altro. Quali accorgimenti particolari abbiamo preso? Ci siamo lavati in modo accurato le mani. Sono sicuro che voi avrete fatto la stessa cosa a casa, in mensa, in trattoria o in un cantiere. Ovunque abbiate mangiato", conclude.