Bari, prime analisi negative a virus Cina

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''In base agli esami microbiologici effettuati è stata individuata una positività per Micoplasma. Tale diagnosi è clinicamente compatibile con la sintomatologia presentata dalla paziente e non dissimile dalla malattia causata dal coronavirus. Si resta in attesa comunque degli ulteriori accertamenti in corso per la precisazione diagnostica definitiva''. Lo riferisce l'Azienda Policlinico di Bari in riferimento al sospetto caso di coronavirus 2019-nCoV riguardante la paziente ricoverata nella struttura sanitaria del capoluogo pugliese. 

La donna, una cantante della provincia di Bari, è tornata da poco da un viaggio in Oriente dove aveva toccato anche la zona di Wuhan.  

Il Policlinico ha comunque precisato che "sono state adottate tutte le procedure di prevenzione previste. La paziente - sottolinea l'azienda - si trova attualmente in isolamento respiratorio e da contatto presso il reparto di malattie infettive e sta ricevendo le cure necessarie in attesa di conoscere gli esiti degli esami diagnostici di conferma".  

''In base alle analisi effettuate presso il Policlinico di Bari non è confermato al momento che la paziente abbia una infezione da corona virus 2019-nCoV. I servizi diagnostici hanno isolato un diverso agente etiologico noto per causare la patologia in atto'', conferma il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro. "La gestione di questo caso - sottolinea - conferma come il sistema di sorveglianza nel nostro paese per affrontare i casi di coronavirus è pienamente attivo ed efficiente. E' importante mantenere l'attenzione sul rischio ma anche considerare che la definizione di caso adottata a livello internazionale considera come potenzialmente a rischio le persone con sintomatologia legata ad infezioni delle alte vie respiratorie come tosse, febbre che negli ultimi 15 giorni sono state a Wuhan".  

Quattro cittadini cinesi sono invece sotto osservazione in Scozia, riporta l'emittente Skynews.  

"E' ancora troppo presto per dichiarare un'emergenza sanitaria globale" ha stabilito l'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), al termine della riunione del Comitato di emergenza convocato a Ginevra. "Non facciamo errori. Si tratta di un'emergenza che riguarda la Cina ma non è ancora diventata un'emergenza sanitaria globale". Così il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, nella conferenza stampa convocata dall'agenzia. La valutazione del rischio da parte dell'Oms è che "l'epidemia abbia un rischio molto elevato in Cina e un rischio elevato a livello regionale e globale". 

L'Organizzazione, che parla di "17 morti su 575 casi di contagio", esorta quindi "a sostenere tutti gli sforzi in corso attraverso una missione multidisciplinare internazionale dell'Oms, che comprenda anche esperti nazionali", sul nuovo coronavirus. La missione avrà tra i suoi obiettivi "il potenziamento della sorveglianza delle infezioni respiratorie acute gravi nelle regioni interessate, il rafforzamento delle misure di contenimento e mitigazione del coronavirus". Inoltre, indagherà sulla "causa di origine animale del nuovo virus; l'entità della trasmissione da persona a persona". L'Organizzazione mondiale della Sanità "segue la situazione ogni minuto di ogni giorno, a livello nazionale, regionale e globale. Stiamo lavorando per prevenire la trasmissione da uomo a uomo", assicurano.